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27 gennaio 2022

Andrea Dovizioso sta alla Yamaha M1 come Jorge Lorenzo stava alla Ducati Desmosedici

27 gennaio 2022

Andrea Dovizioso ammette di dover prendere le misure alla Yamaha M1 e riconosce di doversi liberale di alcuni “vizi” maturati nei tanti anni in sella alla Desmosedici. L’esempio c’è e basterà percorrere, ma in senso inverso, la strada già tracciata da Jorge Lorenzo quando arrivò in Ducati
Andrea Dovizioso sta alla Yamaha M1 come Jorge Lorenzo stava alla Ducati Desmosedici

C’è chi dice che è già vecchio e chi, in maniera ancora più catastrofica, sostiene che dopo essere stati fermi per un anno non si è più veloci come prima. E poi c’è chi, invece, la butta sulla moto tirando in ballo una ovvietà: la Yamaha M1 non è la Ducati Desmosedici. Su Andrea Dovizioso e la nuova avventura in MotoGP se ne sentono tante, quasi tutte condite da un po’ di pessimismo e l’atteggiamento del Dovi, sempre serissimo e sempre con quell’aria lì da impiegato che ha trovato l’ufficio freddo, di certo non aiuta. Però che il forlivese è un gran manico è noto, così come dovrebbe essere noto che è stato l’unico a saper tenere testa a Marc Marquez negli anni in cui il fenomeno di Cervera non faceva i conti con sfighe di ogni tipo. E, anzi, la sfida per Dovizioso adesso potrebbe essere proprio questa: dimostrare di saper andare forte anche con una moto che non è la più veloce del reame. Ma che, al netto dei tecnicismi, è anche la moto campione del mondo.

Lui, il Dovi, l’ha già detto: “Sono tornato per provare a vincere, non certo per lottare indietro, anche perché quando stai dietro non ti diverti”. Segno che l’ambizione c’è e la voglia di non limitarsi a una firma di presenza è concreta. Con Dovizioso che, però, sembra essere ben consapevole che anche le criticità sono tante. Perché la squadra è appena nata, perché non è ben chiaro quale e quanto sarà il supporto di Yamaha, perché il team non ha risorse faraoniche e perché gli altri vanno forte. Tutte criticità che non dipendono direttamente dal Dovi, tranne una. Quale? Quella relativa al suo stile di guida, con il forlivese che è stato chiaro: “Lo scorso anno ho faticato, ma la moto di quet’anno dovrebbe essere diversa. Il punto è capire se e quanto sarò capace di lavorare su me stesso e modificare il mio stile di guida”.

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Una affermazione che, tradotta dal pilotese all’Italiano, significa una cosa sola: Dovizioso deve liberarsi della Ducati e dei ducatismi. Cioè dovrà uscire dal proposito di adattare la nuova moto al suo stile di guida, ma dovrà lui stesso adattarsi alle caratteristiche della M1, provando a superare quei vizi che ha maturato nei tanti anni in sella alla Desmosedici. Il motore in linea non è il motore a V, i tecnici giapponesi non sono quelli italiani e tutto è troppo diverso per pensare di potersi cucire addosso la M1. Visto che nemmeno Valentino Rossi c’è riuscito negli ultimi anni. Allora cosa fare? Dovizioso sembra aver trovato la soluzione: copiare!

Copiare, ma percorrendo la strada in senso opposto, ciò che ha fatto Jorge Lorenzo quando passò dalla Yamaha alla Ducati. “Non so quanto possa essere competitiva la Yamaha, nei test lo capiremo – ha detto il Dovi – Io, però, dovrò ispirarmi a Jorge Lorenzo. Dovrò fare come lui, perché è l’unica strada da seguire quando sali su una moto con caratteristiche così. Jorge ha iniziato a diventare competitivo quando ha cambiato approccio e ha iniziato a guidare in modo diverso rispetto a come aveva sempre fatto. Non ha provato a guidare la Ducati come una Yamaha, ma ha mantenuto alcuni tratti del suo stile. Ogni pilota ha i suoi punti di forza, devi capire in quale percentuale cambiare e mantenere il tuo stile”

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