Tre decimi, pesanti. È questo il distacco che separa George Russell da Kimi Antonelli al termine delle qualifiche Sprint di Silverstone. L’italiano è secondo, a undici millesimi dalla pole di Lewis Hamilton; l’inglese, in casa, quinto. È solo l’inizio del fine settimana, ma Kimi ha lanciato un altro segnale importante nei confronti del compagno: pronti via, come più volte è successo in questa stagione, gli sta davanti.
Perché se è vero che sia a Barcellona che in Austria è stato Russell a partire dal palo, in entrambi i casi la prestazione era stata messa insieme un po’ a fatica, lavorando fino all’ultimo secondo disponibile. Antonelli, al contrario, pronti via lo aveva preceduto, tanto sul giro secco quanto sul passo gara. Questione di sensibilità e di adattamento che, in questo momento della stagione, sembrano tutte dalla parte di Kimi.
A Silverstone il weekend Sprint ha evidenziato ancora una volta questa differenza: un solo turno di libere, Antonelli a posto fin dal primo giro mentre Russell è indietro e in affanno. Ciò non toglie che, lavorando, George potrà rimettersi in pari, ma il discorso rimane lo stesso. E seppur l’inglese sia un pilota di grandissimo spessore, come dimostrato dagli anni al fianco di Lewis Hamilton, quel ragazzino di appena 19 anni sta dimostrando gara dopo gara di essere, potenzialmente, un gradino più su.
Anche perché, essere capaci di andare forte subito, non è una qualità che tutti posseggono. E in questa F1 fa la differenza, soprattutto in termini di adattamento. Tutto cambia di tracciato in tracciato e, infatti, l’essere in pole della Ferrari lo dimostra alla perfezione: la stessa macchina, con lo stesso motore che faticava e non poco in Austria, sui rettilinei e nei curvoni inglesi vola, complice una perfetta interpretazione di Sir Lewis Hamilton.
Antonelli sta facendo lo stesso ma con la Mercedes, mentre Russell è molto più altalenante. O comunque, fin qui, ci ha sempre messo molto più tempo per raggiungere il picco di performance rispetto al compagno. Tutti indizi sul quanto speciale sia davvero questo ragazzo, che oltretutto sembra non scomporsi mai.
È stato così anche al termine delle qualifiche Sprint, quando il beniamino di casa gli ha sfilato la pole position per un nulla. Prima un po’ stupore, poi la consapevolezza di avere tra le mani tutto per far bene: “Ad inizio weekend ho detto che bisogna stare attenti alla Ferrari e devo dire che sì, sono stati una sorpresa. È stata una sorpresa vedere quanto hanno guadagnato sul dritto rispetto alle gare precedenti. Adesso vanno come noi o addirittura quasi un pochino meglio, quindi devo dire che hanno fatto un bello step. Però siamo lì. Lewis e la squadra in generale hanno fatto un grandissimo lavoro”, ha raccontato a caldo ai microfoni di F1TV.
Un pizzico di delusione c’è e gliela si legge in viso, ma l’attenzione è già tutta sulla gara: “Credo che anche noi oggi abbiamo fatto un gran lavoro. Quindi bisognerà solo cercare di migliorare domani, prima di tutto per fare una bella sprint e poi per cercare di fare quello step in più in qualifica. Credo che a livello di energia oggi non eravamo messi benissimo. Ferrari sembrava fare qualcosina di diverso che sembrava andare meglio. Però anche di macchina c’è un pochino di lavoro da fare. Ma siamo messi bene”.
Rassicura tutti dopo la sorpresa di giornata confezionata dalla Ferrari, mentre Russell si chiede perché sia stato più lento di Sir Lewis e del compagno. Un copione che, quest’anno, si è già visto parecchie volte. Questo Antonelli è da mondiale e lo sta dimostrando gara dopo gara non solo in termini di risultati, ma soprattutto di approccio.