“Quando l’ho provata al simulatore mi veniva da ridere, è un’altra pista”. È così che lo scorso weekend Max Verstappen aveva avvisato l’intero paddock di F1 alla vigilia di Silverstone, tra gli appuntamenti più leggendari dell’intero calendario. Lo è per la storia, ma anche per il layout unico del tracciato: veloce, sfidante, una di quelle piste dove i piloti dicono di godere mentre guidano. C’è Copse, ci sono Maggots e Becketts, c’è la Stowe. Tutte curve velocissime, dove per anni le F1 hanno incantato e, spesso, si è fatta la storia.
Stavolta, però, sarà diverso. Tutta colpa delle nuove monoposto e della parte elettrica delle power unit, troppo invadente nonostante i correttivi varati dalla Federazione, e di un clipping che, a quanto pare, tornerà ad essere protagonista: “La batteria dura a malapena un giro, si è sempre a gas spalancato, sarà molto difficile perché non si riesce a ricaricarla”, aveva poi aggiunto Max scendendo un po’ più nel dettaglio.
Sarà una Silverstone da “mai visto questo”, ma non col solito significato attribuito da Marc Gené alla frase. E infatti, nel media day un po’ tutti i piloti hanno dato seguito alle parole dell’olandese. “Becketts sarà una stazione di ricarica”, ha tuonato Alonso con grandissimo sconforto. “Penso che quest’anno sarà molto diverso e triste da guidare. Le auto, guardando i giri al simulatore, saranno piuttosto deludenti. Credo per i piloti, ma anche per gli spettatori”.
Più nel dettaglio è sceso Esteban Ocon, con parole altrettanto dure: “Dopo curva 9 praticamente non hai potenza. Ci vuole un po’ per arrivare a Maggots e Becketts. E sfortunatamente non c’è molto stimolo [nel guidare, ndr] tra curva 11 e 12. Quando arrivi alla 13 c’è una piccola interruzione, ma la velocità di percorrenza è così bassa che si fa fondamentalmente tutto in pieno. Da curva 10 a curva 15 non c’è molta energia a disposizione”.
Per il francese, sarà l’appuntamento “probabilmente più estremo che abbiamo guidato da un po’ di tempo a questa parte”. Tutto bellissimo, insomma. E anche sulle cause, come aveva anticipato Verstappen, Esteban è chiaro: “La capacità della batteria è un po’ ridotta per questa pista. Ci sono ancora punti cruciali, come l’uscita di curva 13: se arrivi in ritardo sul gas, rischi di compromettere l’erogazione dell’energia sul rettilineo fino alla 15. Questo è l’ultimo punto davvero complicato”.
Sempre in casa Red Bull, ma lato Racing Bulls, a riprendere quanto affermato dal quattro volte campione del mondo è stato Liam Lawson: “Silverstone? Sarà semplicemente molto diversa. Quando hai una sezione di rettilinei consecutivi e non ci sono curve per rigenerare energia... in pratica, dalla curva 7 fino a qui, nelle ultime due curve della pista, sei quasi sempre a tavoletta. Ci sono pochissimi punti in cui alzi il piede, e se lo fai, è solo per un attimo. Di conseguenza, non c’è abbastanza energia. Quindi sì, è piuttosto drastico”.
A sentir parlare il neozelandese, al pari dei suoi colleghi, sarà una situazione addirittura peggiore di quanto visto nelle prime gare, tra sorpassi, controsorpassi e vetture costrette a rallentare a metà rettilineo: “Tutto peggiora molto dopo la curva 7, ma sì, c’è una forte carenza di energia un po’ dappertutto. Uno scenario ancora più drastico rispetto a Suzuka”. A quanto pare, in Inghilterra se ne vedranno delle belle, ma non nel senso positivo dell’espressione.
Potrebbe essere tutto un caos, o un grande flop, lo stesso che Pierre Gasly ha cercato di non commentare: “Potrei dire molte cose, ma credo che aspetterò domani per vedere effettivamente come andranno le cose in pista”, ha spiegato il francese di Alpine provando a rimanere ottimista. Peccato però che, un attimo dopo, confermi quanto spiegato dagli altri piloti: “Sarà una sensazione diversa rispetto a quella a cui siamo abituati su questo tracciato. Non credo che le sensazioni saranno migliori rispetto al passato”.
Dopo un filotto di gare spettacolari, proprio lì dove tutto è nato nel lontano 1950 potrebbe concretizzarsi un mezzo disastro. E forse, stavolta Verstappen non era stato così esagerato.