Chi si aspettava una Ferrari in lotta per la vittoria dopo Barcellona, in Austria è rimasto parecchio deluso. Anche perché, nei giorni che hanno preceduto il fine settimana, si è detto tanto in merito al nuovo motore portato e montato sulle due SF-26, che avrebbe dovuto dare una grossa mano. Un aggiornamento importante grazie alle possibilità di spesa arrivate dall’ADUO, che ha sancito come la power unit sviluppata a Maranello sia indietro rispetto a quelle di Red Bull e Mercedes.
Così non è stato, ma c’è un motivo ben preciso: quanto visto al Red Bull Ring è solo il primo di due step previsti, con la versione definitiva della nuova power unit che, con ogni probabilità, arriverà dopo la pausa estiva e in tempo per Monza, una delle piste su cui, allo stato attuale, Ferrari soffrirebbe di più. Quello portato è stato un aggiornamento che è valso circa cinque cavalli, molti meno di quelli che separano la Scuderia dalle rivali.
In pista non è andata bene, ma la reattività con cui si sono mossi a Maranello ha comunque colpito. E c’è chi, subito dopo la gara, ci è andato giù pesante per quella che, a tutti gli effetti, questa stagione diventerà una vera e propria lotta politica prima che sportiva: “Siamo un po’ sorpresi del fatto che la Ferrari riesca ad introdurre aggiornamenti così consistenti. A mio parere presto finiranno i soldi, quelli previsti dal budget cap”, ha raccontato con tono duro Toto Wolff ai media presenti in circuito.
“Noi non possiamo farlo, non disponiamo di un margine sufficiente nel tetto di spesa per poter introdurre tante parti come fanno loro. Speriamo che verso la fine della stagione non possano introdurre nuove parti, mentre noi potremo portare più novità. Questo suggerisce la logica”.
La logica non è sbagliata, ma sono tanti i fattori a incidere sulle capacità di spesa di ciascuna squadra. Primo fra tutti, quanto si è già speso alla vigilia del Mondiale. C’è chi ha investito di più pronti via, chi invece ha programmato novità - più o meno grandi - lungo tutto il campionato.
Il secondo sembrerebbe essere il caso di Ferrari, probabilmente consapevole da subito di aver un motore non performante e quindi certa di accedere all’extra budget previsto dalla Federazione, ma Wolff non ci sta: “Sono gli unici che non stanno rallentando il ritmo degli aggiornamenti. A Montreal abbiamo introdotto un pacchetto importante e poi componenti minori, così come Red Bull e McLaren. Solo la Ferrari sembra non avere limiti in questo senso e per di più si aspettavano l’ADUO e sono arrivati con un nuovo motore. Ma per portare una nuova power unit devi avere iniziato lo sviluppo sei mesi fa…”.
Hanno iniziato tempo fa e l’Austria l’ha confermato, ma il piano - per rispondere al team principal della Mercedes - è tutt’altro che in via di rallentamento. Infatti, secondo i colleghi di AutoRacer.it, sempre ben informati riguardo questioni tecniche che ruotano intorno alla Scuderia, in vista del GP di Silverstone un altro carico di sviluppi sarebbe in arrivo. Nel dettaglio, si tratterebbe di un’ala Macarena aggiornata e un diffusore a basso carico aerodinamico, per cercare di sopperire alle mancanze della SF-26 alle alte velocità che finora l’hanno messa in crisi. E poi, anche il sistema di scarico della monoposto potrebbe essere rivisto. Quindi, un piano strutturato e che non accenna a fermarsi. Non siamo nemmeno a metà mondiale che la guerra è già cominciata.