Si può assegnare una pole position sotto bandiera gialla? Tecnicamente sarebbe impensabile, praticamente è quello che è successo nel sabato del Red Bull Ring. Perché mentre Max Verstappen terminava le proprie qualifiche a muro, pesantemente, George Russell passava di lì, alzava il piede quanto basta, e poi strappava la pole position a Charles Leclerc che un attimo prima si era portato in prima posizione.
Sembra assurdo, tant’è che in un primo momento si stavano già festeggiando il monegasco e la Ferrari. Tutti si aspettavano che il tempo messo a segno dall’inglese venisse cancellato, ma così non è stato. La Ferrari fa addirittura notare alla direzione gara quanto successo, ma la risposta arriva pochi minuti dopo ed è chiarissima: non c’è bisogno di investigare, tutto rimane così com’è.
Una pole d’astuzia e di esperienza, che stavolta Russell ha dimostrato di avere. La prima cosa che fa una volta tagliato il traguardo è sottolineare come lui il piede lo avesse alzato, e anche parecchio, di conseguenza mettendosi al sicuro da possibili investigazioni. Le polemiche però continuano, tanto per il risultato quanto perché, nonostante una situazione di evidente pericolo, con Max ancora nella sua Red Bull, la Federazione ha disposto solo una bandiera gialla anziché doppia, che avrebbe costretto tutti a rallentare vistosamente.
Se ne parlerà ancora per parecchio tempo, ma la verità è che da regolamento l’inglese non ha commesso sbavature, gestendo al meglio di una situazione al limite. Poi ha esultato con uno “Stai calmo” pronunciato in italiano via radio e festeggiando come forse mai aveva fatto finora. È una pole pesante, in un momento di stagione delicato per lui, specie perché fino alle FP3 era lontanissimo da Kimi Antonelli.
In pochi istanti è cambiato tutto e, se l’inglese piazzerà la sua Mercedes davanti a tutti al via della gara, Kimi partirà solo in quarta posizione, dietro le due Ferrari. Lui, al contrario del compagno, dopo il “Gialla gialla” di Bono in radio ha rinunciato all’ultimo tentativo che, va detto, non sarebbe comunque bastato per prendersi la pole.
Tornato nel paddock, però, ammette di aver sbagliato in quel frangente: “Sono arrabbiato con me stesso perché è stato un mio errore di valutazione. Purtroppo mi è costato la prima fila”, racconta un po’ abbattuto a Sky Sport F1. “Non sarà facile vincere perché partirò quarto dietro le due Ferrari. Non sarà semplice ma il passo è buono. Con il set up abbiamo deciso di prendere una direzione più verso la gara, per fare bene soprattutto lì. Però devo dire che in qualifica, nella seconda parte, non sono stato granché”, ha concluso.
Ci proverà ma, come detto, davanti a sé ha una Ferrari che, ora sembra evidente, fino alle qualifiche si era nascosta non esprimendo a pieno il proprio potenziale, com’era successo a Barcellona.
Nonostante la beffa finale, per la Scuderia è una giornata positiva, con un Leclerc ritrovato. Risponde alle critiche con un giro quasi dei suoi, piazzando la zampata e per un attimo facendo addirittura sognare. Eppure, tornato nel paddock, dice di non essere ancora contento: “Diciamo che sono un po’ più soddisfatto”, afferma sempre a Sky Sport F1. “Alla fine, anche in questa qualifica il feeling non era quello di una giornata in cui so che andrò forte. Non ho ancora questa sensazione perché gli ultimi due weekend per vari problemi non sono andati bene, questo te lo porti dietro in un weekend. Volevo solo un fine settimana pulito e quindi in Q3 non vai a fare un giro dove hai il 30% di possibilità che non funzionerà”.
È onesto, come al solito, mentre sulla questione bandiera gialla picchia duro: “Non sono arrabbiato con George e non sono arrabbiato con nessuno. C’era una bandiera gialla e lui ha rallentato abbastanza, non ci possiamo fare nulla. Sono sorpreso che questo incidente abbia comportato solo una bandiera gialla. Ho visto la macchina di Max e ovviamente era un botto significativo. Dovremmo discutere di questo”. Una qualifica che, al di là delle singole prestazioni, crea un brutto precedente per l’intera F1.