Dieci stagioni, quattro titoli mondiali, 71 vittorie. Di numeri per descrivere ciò che ha rappresentato finora Max Verstappen per la Red Bull ce ne sono tanti, tutti impressionanti. Dopo un anno e poco più in Toro Rosso è arrivato a Milton Keynes che era appena maggiorenne, pronto a prendersi il mondo della F1. Lo ha fatto vincendo all’esordio, a Barcellona, poi rendendosi protagonista nel bene e nel male fino al Mondiale della consacrazione, arrivato nel 2021.
Il ragazzo dei record infranti e riscritti, uno ad uno, fino ad essere considerato uno dei più grandi talenti mai ammirati in F1. In dieci anni Max ha fatto la storia rimanendo sempre legato alla stessa squadra, rispedendo al mittente tutte le possibilità che col tempo si erano concretizzate, specie quando le cose si sono fatte complicate.
“È una bella sensazione”, racconta in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, a firma di Giulia Toninelli. “Red Bull è sempre stata una seconda famiglia per me, abbiamo raggiunto tantissimi traguardi insieme, cose che dieci anni fa non avrei mai potuto neanche sognare”.
Un percorso che di anno in anno diventa sempre più lungo, senza quasi nemmeno accorgersene. E infatti, quando ripensa a ciò che finora è stato, si meraviglia: “Mi capita quando vedo delle vecchie fotografie o video. Le osservo e dico: cavolo, quello sono io ma è passato davvero tantissimo tempo, e poi mi rendo conto che sono trascorsi più di dieci anni dal mio arrivo in F.1. Fa impressione, sapere che sono qui a lottare da così tanto e che ho realizzato molto più di quanto avrei mai potuto immaginare da bambino”.
L’ultimo concetto viene rimarcato più volte nel corso della chiacchierata, per dei numeri che da soli fanno spavento. Eppure, nonostante il successo e la maturazione, Max dice di essere rimasto sempre lo stesso: “Penso di essere cresciuto. Ora ho una mia famiglia, la vita prende strade diverse e anche le responsabilità sono maggiori, quindi come persona mi definirei solo più completo. Non sono davvero cambiato e questo è importante per me, sapere che i successi e la notorietà non mi hanno cambiato”.
Ripensare al se stesso da ragazzo riporta alla mente anche i momenti complicati dovuti affrontare, quando nonostante una velocità impressionante le cose non si erano messe benissimo.
Il culmine arrivò a Monaco, nel 2018, dove a fronte di una superiorità netta in pista, il sabato frantumò ogni possibilità di vittoria finendo a muro: “Non è stato semplice, ma all’inizio è tutto talmente nuovo che semplicemente non sei così consapevole di ciò che sta succedendo. Poi, grazie all’esperienza che ho maturato negli anni, ho capito meglio come gestire la pressione e come restare più calmo. Purtroppo non ci sono stratagemmi, è qualcosa che impari quando inizi a conoscerti meglio e non potevo pretenderlo da me a diciotto anni”.
Tematiche che, ormai da mesi, sono tornate alla ribalta, soprattutto in Italia. Perché davanti a tutti in F1 c’è Kimi Antonelli, trasformatosi da ragazzo a superstar in una manciata di GP. L’italiano si è preso il Circus a suon di vittorie e, per l’ennesima volta, Max ha voluto lanciare un messaggio forte: “Conosco bene Kimi, abbiamo legato l’anno scorso, e non ho mai avuto dubbi sul suo grande talento. Però sì, in questa stagione sta facendo qualcosa di grandioso: ha 19 anni ed è già in lotta per il titolo Mondiale”.
Un wonderkid, come spesso lo si definisce nel paddock, proprio come Verstappen al tempo. “Io sono arrivato presto in F.1 ma prima di giocarmi un campionato ho aspettato parecchio, lui invece con una macchina molto competitiva ha dimostrato subito di poter affrontare la pressione che rappresenta stare davanti, gestendo un ambiente molto stressante. Penso che sia bello per lo sport vedere uno come lui leader della classifica, anche perché prima di tutto Kimi è una bellissima persona”.
Tra i due c’è tanta stima, mai nascosta. Finora non c’è solo quasi mai stata la possibilità di vederli lottare in pista, se non per qualche giro la passata stagione.
Di tempo ce n’è e, proprio parlando di futuro, l’olandese, spaziando, ha voluto chiarire la propria posizione, finito al centro delle indiscrezioni e del mercato: “Io ho un contratto a lungo termine con la Red Bull - fino al 2028 - e per quanto mi riguarda sono concentrato sul mio lavoro, sul tirare fuori il meglio in pista e con il team. Non c’è niente di nuovo da dire”. Dieci anni sono passati, ma la storia è ancora tutta da scrivere. E forse, sempre con gli stessi colori.