L’abbassatore anteriore è scomparso dalla circolazione già oggi, con la prima partenza dopo tanti anni senza il davanti delle moto rasoterra. Chi pensava che sarebbe stato l’unico elemento di curiosità della Sprint di Assen, però, ha dovuto ricredersi, perché al TT Circuit è andata in scena la miglior Sprint di tutto il 2026: sorpassi che manco in Moto3 e risultato aperto fino a pochissime curve dalla fine. Anzi, fin dopo la fine, visto che Pecco Bagnaia, che aveva chiuso sesto davanti a Marc Marquez (e con un gran bel sorpasso sul nove volte campione del mondo), s’è ritrovato retrocesso in settima posizione per aver pizzicato il verde, eccedendo quindi i limiti della pista.
Chi ha fatto tutto perfetto, invece, è stato Raul Fernandez, che nel primo giro ha lasciato sfogare uno Jorge Martìn che sembrava quello delle Sprint migliori e quando l’ex campione del mondo ha commesso un piccolo errore l’ha superato, prendendo subito quel margine di sicurezza che gli è bastato fino alla bandiera a scacchi. “Sono molto felice, è la seconda vittoria dell'anno nella Sprint – ha detto Fernandez, che poi ha ripetuto cento volte quanto è grato a Davide Brivio - ultimamente non credevo molto nelle Sprint, ma abbiamo trovato qualcosa, ottimo sia per me che per il team, prima volta che facciamo doppietta. La gara è andata bene: ho perso un po' alla fine, ma ora pensiamo alla gara lunga di domani”.
A completare il capolavoro Trackhouse c’ha poi pensato Ai Ogura, secondo e calcolatore oltre ogni limite: ha avuto la pazienza di aspettare che la gomma di Fabio Di Giannantonio perdesse performance per piazzarsi in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra. “Prima doppietta per la squadra, sono contento – è stato il telegrafico commento del giapponese - La gara è andata molto bene, un peccato che ho perso posizioni nei primi giri, ma sappiamo cosa migliorare per la gara”.
Con le Aprilia così performanti, vale quasi una vittoria il terzo posto di Fabio Di Giannantonio. La sua Ducati gialla del Team Pertamina Enduro VR46 ha “spezzato” il poker di sole Aprilia che sembrava destinato a compiersi sul circuito italiano. “Ho spinto tutto il weekend – ha detto il Diggia - qui a Assen non puoi rilassarti. Per stare dietro alle Aprilia ho rischiato tanto, ho cercato di spremere le gomme pensando che erano solo tredici giri e potevo arrivare alla fine. Domani? In realtà a inizio anno noi eravamo forti nelle Sprint e le Aprilia nella gara lunga, ma ora iniziamo a faticare anche nella Sprint. Dobbiamo cercare di massimizzare tutto, sto provando di fare il massimo, secondo me abbiamo una occasione”.
Dietro al pilota romano le Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martì. I due hanno lottato come è giusto che lottino i due che sono in testa al mondiale piloti, senza risparmiarsi anche qualche entrata dura, ma comunque corretta. L’ha spuntata Bezzecchi, con Martìn che è apparso più in difficoltà nel finale e che ha lamentato tanto slide della ruota posteriore. Alle spalle dei due ufficiali Aprilia, è andata in scena un’altra lotta tra compagni di squadra: Pecco Bagnaia, sull’asfalto, ha avuto la meglio su un Marc Marquez apparso in evidente difficoltà su una Assen che non gli è mai piaciuta, ma alla fine l’ha comunque spuntata il nove volte campione del mondo per la decisione della Race Direction. Chiudono la top 10 Enea Bastianini, Pedro Acosta e un Fabio Quartararo capace di miracoli con la Yamaha M1.