Il tempo, a Siena, è pronto a fermarsi anche quest’anno. Ancora una volta, in una tradizione che sfiora i quattrocento anni di documentazione - è del 1633 il primo Palio di cui si hanno notizie ufficiali - si risveglierà, immutata ed avvenente, la passione che travolge tutti i senesi e che ammalia persino, per citare quelle presenti lo scorso anno, celebrità internazionali del calibro di Madonna, Sting, Eddie Redmayne.
È, il Palio, una gara rapida, vera, intensa: in poco più di un minuto i concorrenti percorrono, lanciati a velocità folli, tre giri di Piazza del Campo volando sull’abbondante tufo riversato attorno alla “conchiglia”.
All’interno di quest’ultima, magari nei pressi di Casato e San Martino (le due rigide curve del tracciato) migliaia di “contradaioli” – nomignolo con cui si identificano i sostenitori delle singole contrade – assisteranno, stasera, al Palio della Madonna di Provenzano, niente meno che il primo dei due atti finali di un’attesa durata quasi un anno.
Saranno dieci i binomi cavallo-fantino che animeranno la piazza e che mozzeranno il fiato ai numerosi contradaioli. Tuttavia, la “carriera” - nome vagamente iberico con cui si identifica la Corsa in gergo – rappresenta, oltre che il sogno dei singoli schieramenti, il massimo palcoscenico per i ragazzi, per gli uomini che nella vita anelano a fare i fantini. Essi si prodigano nelle varie competizioni di “provincia” per undici mesi circa, periodo che intercorre dal Palio di agosto a quello di luglio, nel tentativo di raggiungere, a suon di risultati, il grande traguardo.
Il livello tecnico, però, che dispone comunque di grande importanza, si muove sempre di pari passo con amicizie, pubbliche relazioni, popolarità e sorte. Tutte queste condizioni sono ingredienti indispensabili per ottenere un ingaggio in Piazza del Campo.
È infatti fondamentale, per un esordiente, essere ben visto da almeno una delle 10 contrade (su 17) partecipanti all’edizione del dato anno e che ad essa, una volta in gara, venga assegnato, al momento dell’estrazione dei cavalli, un soggetto considerato congruo alle aspettative da riporre su di un fantino debuttante.
Ad ottenere l’agognato nome di “battaglia” – soprannome affibbiato all’atleta in occasione del Palio di esordio - , in questa edizione del Palio della Madonna di Provenzano, saranno in due: il classe 2005 Diego Minucci, scelto dalla contrada del Drago, e Salvatore Nieddu, classe 2002 che difenderà il titolo della “rosa“ Valdimontone, vincitrice lo scorso agosto con Giuseppe Zedde (detto Gingillo) su Anda e Bola.
Quando Salvatore Nieddu compieva un anno, debuttava nel Palio di Siena un giovanissimo Giovanni Atzeni, allora allievo del mitico Luigi Bruschelli (detto Trecciolino). Quel ragazzo, che quel giorno indossava la giubba blu del Nicchio, oggi sará ancora una volta della partita, figurando tra i più attesi e andando a caccia di uno storico dodicesimo trionfo nel Palio.
Tra i canapi – nient’altro che le due funi tese entro le quali si disporranno i concorrenti e che verranno abbassate dal mossiere per dare il via alla corsa - Tittìa (questo il nome di battaglia di Atzeni) riformerà con il suo Diodoro una coppia già vincente lo scorso luglio e con cui tenterà di riportare il “drappellone” nella sede dell’Aquila, contrada a secco dal 2 luglio 1992, giorno dell’ultima vittoria di Andrea Degortes detto Aceto, al quale il 41enne Tittìa punta a soffiare il primato di Palii vinti (14).
Tra i cavalli più attesi rientrano anche Benitos ed il già citato Anda e Bola, assegnati ad Oca ed Onda e montati da Sebastiano Murtas (detto Grandine) e Carlo Sanna (detto Brigante).
A garantire spettacolo, ancor prima della partenza, ci penseranno le rivalità tra contrade, le quali si interessano spesso più ad ostacolare la nemica, specie se quest’ultima dispone di una buona chance, che a correre per vincere. Sarà, stavolta, una questione tra Civetta e Leocorno e tra Oca e Torre.
Il campo completo del Palio di Siena 2026
Questo il campo completo delle 10 (su 17) contrade, con colori delle giubbe, nomi dei fantini (in neretto se già vincitori) e nomi dei cavalli (in neretto se già vincitori).
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Contrada |
Colori |
Fantino |
Cavallo |
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Aquila |
Giallo e Nero |
Giovanni Atzeni detto Tittìa |
Diodoro |
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Oca |
Bianco e Verde |
Sebastiano Murtas detto Grandine |
Benitos |
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Onda |
Bianco e Celeste |
Carlo Sanna detto Brigante |
Anda e Bola |
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Valdimontone |
Rosa e Giallo |
Salvatore Nieddu |
Canarino |
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Civetta |
Rosso e Nero |
Giuseppe Zedde detto Gingillo |
Viso d’Angelo |
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Leocorno |
Bianco e Arancio |
Andrea Sanna detto Virgola |
Volpino |
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Drago |
Verde e Rosso |
Diego Minucci |
Eberardo |
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Torre |
Marrone |
Enrico Bruschelli detto Bellocchio |
Pedra Ulpo |
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Giraffa |
Bianco e Rosso |
Federico Guglielmi detto Tamurè |
Diosu de Campeda |
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Bruco |
Giallo e Verde |
Dino Pes detto Velluto |
Donrodrigo |
Come in ogni edizione sarà imprescindibile osservare l’ordine di ingresso nei canapi, il quale definirà, assieme alla posizione di “rincorsa” – una delle 10 contrade partirà infatti più indietro delle altre determinando la mossa – le tattiche e gli obiettivi dei fantini, pronti a comprare gli altri, a vendersi e a tradire solo in base ad un principio: la convenienza.
La diretta del Palio sarà trasmessa da La7, con l’ingresso dei cavalli nella Piazza previsto per le 19:30.