Dietro la vittoria della Ferrari a Barcellona non c’è stata solo la gara perfetta di Lewis Hamilton. A sottolinearlo è stato proprio l’inglese, in realtà ancor prima della domenica. Aveva appena terminato le qualifiche in seconda posizione a un nulla dalla pole position di Russell, meno di settanta millesimi, e alla stampa aveva affermato: “Essere così vicini per la prima volta, con meno di un decimo di distacco, dimostra il grande lavoro svolto in fabbrica, quindi ringrazio tutti a Maranello per gli aggiornamenti. Dobbiamo continuare a sviluppare”.
Parla del pacchetto portato al Montmelò, lo stesso che sembra aver dato una grossa spinta alla SF26. Ferrari ci ha scommesso parecchio e, insieme al motore che arriverà forse già in Austria, prossimo appuntamento in calendario, i risultati si sono visti fin dal venerdì. Leclerc era regolarmente il più veloce nelle sezioni lente del circuito, una sensazione confermata dal compagno al sabato: perché, nonostante l’ampio gap di motore rispetto ai due Mercedes, Hamilton ha lottato fino all’ultimo centimetro di pista per stare davanti.
In gara, poi, un altro fattore ha fatto la differenza: Sir Lewis e la Ferrari hanno gestito alla perfezione le gomme, non scontato viste le condizioni estreme trovate Spagna, con delle temperature impressionanti. E anche in tal senso un’altra innovazione era arrivata: nuovi cerchi che, seppur in minima parte, hanno contribuito nella gestione delle temperature degli pneumatici. Insomma, tolta la power unit che al momento rimane l’anello debole del progetto, in attesa della nuova, tutto il resto ha funzionato in perfetta sintonia.
Nel paddock Ferrari inizia a far paura, proprio alla luce delle conferme arrivate a Barcellona. A sottolinearlo, tra i tanti, è stato anche Andrea Stella, il team principal della McLaren che, fino allo scorso anno, eccelleva lì dove stavolta è la Scuderia ad aver stupito: “Penso che questa gara ci dia delle indicazioni molto chiare e credo che queste, in un certo senso, siano in linea con ciò che già sapevamo”, ha esordito l’ingegnere italiano in conferenza stampa.
“Penso che queste indicazioni dimostrino che la Ferrari, al momento, è la vettura con il miglior telaio. Lo vediamo nel settore centrale, specialmente nelle curve a velocità media: è la più veloce in curva, non necessariamente la più veloce nei rettilinei. Noi, dal nostro punto di vista, siamo stati competitivi nelle curve ad alta velocità come la curva 3, la 9 e la 14. Ma nel complesso facciamo fatica nelle curve a media e bassa velocità. Sono indicazioni molto chiare, come già sappiamo, sul fatto che dobbiamo migliorare la vettura rendendola più dinamica”.
Le stesse considerazioni valgono in vista del prossimo GP, caratterizzato da un layout quasi unico nel suo genere: “Il Red Bull Ring è un circuito leggermente diverso rispetto a Barcellona. Mi aspetto che la Ferrari rimanga la vettura più veloce in curva. Probabilmente la Mercedes è la macchina migliore in pista sul giro singolo, se si considerano sia il telaio che il propulsore”.
Un gap che in Spagna si è visto, ma annullato quasi totalmente dai punti di forza della SF-26. Quindi, viene da pensare che, qualora a Maranello l’ottimo lavoro svolto su telaio e aerodinamica venisse replicato anche a livello di power unit, i valori in campo di questo Mondiale potrebbero cambiare.
Dello stesso avviso è Lando Norris che, oltre a rimarcare le parole di Stella, parla chiaro: “Siamo fortunati che la Ferrari non abbia un motore migliore in questo momento, perché se lo avesse dominerebbe. Al momento è di gran lunga la migliore in termini di prestazioni in curva. Non siamo neanche lontanamente vicini a loro. Quando apporteranno novità al motore potranno mettere tutti in imbarazzo per quanto andranno forte. Dobbiamo veramente rimboccarci le maniche”.
Dopo anni passati a inseguire, adesso anche Maranello fa paura e, magari, la storia di questo mondiale potrebbe vedere due piloti in più in lotta. Vestiti di rosso.