Zandvoort non sorride alla BMW, ma Valentino Rossi e il compagno di squadra Max Hesse chiudono il penultimo weekend Sprint del GT World Challenge con un garone. Addirittura, sfiorano il podio finale nonostante le difficoltà del sabato, chiuso con un 35° posto in qualifica 1 e un 12° posto in Gara 1. È l’ennesima Top 3 sfumata in stagione, ma stavolta non c’è nulla da recriminare. Anzi, tutto l’opposto.
“Questa è una pista difficile e tosta, fin dalle Prove Libere ci siamo resi conto subito che c’era da lavorare parecchio per migliorare”, ha raccontato Valentino al termine del weekend, come riportato da Motorsport.com. “Il circuito è strano perché al mattino c’è sempre più aderenza, mentre al pomeriggio diventa maggiormente scivoloso, dicono per via della vicinanza del mare. Quindi si fa più fatica”.
Caratteristiche che hanno messo in crisi non solo la BMW M4 GT3 numero 46. Ancor peggio è andata ai compagni di box Weerts-van der Linde, pienamente in lotta per il titolo: 33esimi prima di un ritiro al sabato, 22esimi nelle qualifiche di domenica e 15esimi sotto la bandiera a scacchi di Gara 2. In pratica, questo weekend la BMW l’hanno salvata Rossi ed Hesse, in entrambe le gare.
Prima con un rimontone oltre ogni aspettativa, con piloti e squadra protagonisti, poi con una domenica quasi da incorniciare. Dopo la qualifica storta del sabato, infatti, Gara 1 sembrava persa in partenza, ma così non è stato. Il Doc ha portato la M4 dal 35esimo al 25esimo posto una volta rientrato ai box per il cambio pilota - cosa non scontata su un circuito dove non si sorpassa -, poi a completare l’opera ci hanno pensato WRT e il tedesco con un pitstop perfetto e un’ultima mezz’ora tutta all’attacco.
“Abbiamo finito al 12° posto, ma partivamo dal 35° e quindi è stata una bella gara, ci siamo divertiti!”, conferma soddisfatto il Doc. “Purtroppo è un circuito in cui si fa molta fatica a superare, il mio turno iniziale è stato tosto. Nonostante ciò, siamo riusciti a recuperare un po’ di posizioni”.
Sulla parte finale del lavoro, invece, racconta di un team e un compagno praticamente fenomenali: “Il cambio-pilota e la sosta sono stati davvero grandiosi, poi Max è andato fortissimo, ma non essendoci molto spazio per passare non siamo riusciti a fare meglio. Però, è un buon risultato. L’obiettivo per Gara 2 era di partire un po’ più avanti in Qualifica”.
Detto, fatto. Terminata la Q2, il tedesco piazza la BMW in quarta posizione nonostante le difficoltà di tutte le altre M4. Da quel momento in poi, come spiegato da Valentino, ripreso il volante dopo lo stint di Hesse nella prima metà di gara è stata tutta questione di gestione: “Ho guidato bene, riuscendo a conservare le gomme fino alla fine, aspetto fondamentale su un fondo in cui l’aderenza era veramente bassa. Ho cercato di capire bene come lavorare al meglio, facendo molto bene l’ingresso in curva per non scaldare troppo le coperture”.
E alla fine, un risultato che soltanto ventiquattr’ore prima sembrava irraggiungibile. “È stato bello perché dietro avevo un sacco di vetture e piloti fortissimi, ma sono riuscito ad arrivare davanti a loro senza commettere errori. Sono contento perché il fine settimana è stato difficile, su una pista molto impegnativa, quindi direi che è un grande 4° posto”. Al netto di una stagione un po’ sfigata, anche a Zandvoort il Doc è riuscito a fare la differenza. Il distacco sulle altre BMW lo racconta meglio di qualsiasi altra cosa.