La domenica di Brno ha in buona parte cancellato le polemiche sulla squalifica inferta a Marco Bezzecchi. Ai Ogura, due volte secondo questo weekend, scherza con Marc Marquez in conferenza stampa: “Per favore fammi vincere questa gara”, gli ho detto. Pecco Bagnaia si inserisce dicendo che dovrebbe pensare anche lui di chiedere un piacere così allo spagnolo. Risate. Marc, da parte sua, sorride ammettendo di essere “nel gioco”, quindi in piena lotta per il titolo, e si prepara a tornare all’attacco, con 40 punti di distacco da recuperare dal leader della classifica, che resta Bezzecchi a quota 180. Marquez dice che dopo la pausa estiva tornerà in “attack mode”, anche se verosimilmente lo vedremo velocissimo già dal Sachsenring.
Di fatto Ducati è tornata a fare la voce grossa, facendo ancora una volta diversi passi avanti nella prima parte di stagione. Bagnaia sta tornando a guidare come nei suoi giorni migliori, con quell’ingresso in curva in leggero sovrasterzo che gli ha permesso di lottare col compagno di squadra per due terzi di gara e restituendoci la situazione che un po’ tutti si sarebbero aspettati di vedere lo scorso anno: magari vinci, magari no. Però sei lì a giocartela, ci credi come non ti capitava da un anno e mezzo e, oltretutto, sono quattro gare che finisce a podio: “Se sei nelle condizioni di vincere e finisci terzo ha un gusto diverso. Quando invece hai dato tutto e più di così era difficile… devi essere contento, i risultati vanno sempre capiti e apprezzati quando si dà tutto. Sono contento. Certo, se avessi fatto quarto mi sarei arrabbiato molto”.
Di Giannantonio, che quarto ci è arrivato con i due giri veloci della gara sul finale, è contento a metà. Era partito con l’idea di tornare a casa con un paio di bottiglie di Prosecco, almeno una da Sprint, anche se domenica sera si è trovato con 23 punti dalla testa della classifica. Chi continua a soffrire invece è Pedro Acosta: nella Sprint gli si rompe l’abbassatore, in gara ha un guasto tecnico (“non come quello di Barcellona”) che dovendo tirare a indovinare è ancora una volta la rottura di un motore.
E poi c’è il caso Bezzecchi. Pedro Acosta dice che arrivi nella ghiaia arrabbiato e che magari quello che stanno mandando al limitatore è un motore nuovo, quindi capisce la rabbia. La risposta migliore la dà quando gli fanno notare che è uno sport seguito anche dai bambini: “Ma è compito dei genitori educarli a quello che vedono e non solo per le gare”, la risposta. Poi aggiunge anche che la penalità è stata molto dura ma allo stesso tempo giusta. Per Bagnaia invece hanno esagerato, Martín dice che ha apprezzato il modo in cui la squadra ha protetto Marco, dice che sogna di avere lo stesso trattamento se un domani dovesse trovarsi nella stessa situazione. Per Luca Marini il gesto non è giustificabile e la sanzione sarà esemplare. Marc Marquez ricorda che loro, i piloti, hanno tutti venti, forse trent’anni, che imparano ogni giorno le cose della vita ma lo fanno davanti a milioni di persone. E a volte sbagliano.
Di fatto però in qualche modo la gara ha superato la polemica. Sarà la magia di una pista così o le storie che ci sono attorno, sarà che è semplicemente più interessante vedere questi piloti correre che stare lì a fare giurisprudenza. Che tanto hanno ragione tutti e non ce l’ha nessuno. Anzi, uno sì. È Franco Morbidelli che spiega, a domanda, come fa a trovare la giusta motivazione per correre: “Mio padre faceva il meccanico”, risponde lui. “Io il pilota di MotoGP. È facile trovare motivazione, anche se va male”.