Di solito si dice “rimettere la testa sulle spalle”. Marc Márquez, però, è speciale come quelli a cui riescono le cose al contrario: a lui è bastato rimettere le spalle sotto la testa. Non stava bene e adesso ne abbiamo la prova. Si è curato, si è sottoposto a un intervento chirurgico saltando una gara e rientrando al Mugello e dopo quell'operazione annunciata tra le lacrime è tornato a essere il cannibale che è sempre stato. Si è visto anche oggi nella domenica di Brno, orfana sì delle Aprilia, con Marco Bezzecchi messo fuori dopo l'errore con il marshal e Jorge Martín penalizzato con 2 long lap. Ma si è visto soprattutto con un Marc Márquez che ha giocato di strategia. E’ come se il 9 volte campione del mondo si fosse portato uno psicologo sul sellino posteriore. È rimasto calmo. E’ stato lì. Ha inseguito Pecco Bagnaia senza perderlo di vista, e poi quando mancavano 5 giri dalla fine ha sferrato l'attacco.
“E’ stata dura, ma è andata bene – ha raccontato ai microfoni di Sky - Abbiamo fatto qualche cambiamento per essere più rilassati rispetto a ieri: ho perso un pelino di performance. ma nulla di grave. Dietro a Pecco ho fatto fatica, alla fine sono stati sei giri lunghissimi. Dobbiamo continuare a lavorare. Cosa mi ha fatto emozionare? Gli ultimi tre giri in apnea, non mi fidavo per niente di Ogura perché pensavo a una frase che mi ha detto una persona molto conosciuta nel paddock: vince chi resiste, non chi è più forte".
Chi ha resistito, oggi, è stato Marc Marquez. Per Pecco Bagnaia, che ormai faceva i conti con le gomme logorate da una gara condotta tutta in tiro e sempre davanti, c'è stato poco o niente da fare. Si è difeso come ha potuto e fino a quando ha potuto, e poi ha visto il compagno di squadra andare via e prendere quel margine che gli sarebbe bastato per arrivare da primo, ancora una volta da primo dopo Barlaton, sotto la bandiera a scacchi. Alla fine Pecco Bagnaia ha dovuto arrendersi anche al rimontone di Ai Ogura, un altro che ha gestito la gomma e che sul finale è cresciuto come se non ci fosse un domani. È sua l'unica Aprilia tra le prime al traguardo, visto che, come già detto, per le Aprilia ufficiali questa è stata la domenica terribile, condizionata dalle decisioni della Race Direction dopo Balaton e dopo la sprint di ieri.
Terzo quindi Pecco Bagnaia, ma comunque soddisfatto per un feeling che adesso comincia a esserci davvero con una Ducati ritrovata che è tornato a sentire sua. “Non siamo pronti per vincere – ha ammesso - ci stiamo arrivando piano piano, sapevo che mi mancavano dei decimi per vincere, ma ho provato a fare il possibile. Quando mi hanno passato ho dovuto lasciarli andare, fortunatamente avevo un buon gap su Diggia che era quarto".
Per il due volte campione del mondo della MotoGP, infatti, c'è stato anche il patema sul finale, visto che Fabio Di Giannantonio era riuscito ad arrivargli alla ruota con il pilota del team Pertamina Enduro WR46 che addirittura ha trovato il giro veloce della gara esattamente all’ultimo dei 21 previsti dal GP di Brno. Cosa altro dire di questa domenica in Repubblica Ceca? Poco, molto poco dopo tutte le polemiche, tutto il gran parlare che si è fatto sulla decisione di Aprilia. Adesso i punti che separano Marco Bezzecchi, leader della classifica generale, dal suo compagno di squadra Jorge Martín sono solo 9. Cresce anche Fabio Di Giannantonio, che comunque dimostra di saper portare avanti la politica della formichina. Un po', ma sempre. Un po', ma tutti i giorni e ogni volta che si può. Male invece Pedro Acosta, ancora una volta tradito dalla sua KTM dopo una domenica con il coltello fra i denti.