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Casey Stoner: “Valentino era un killer, un tagliagole. Ma da bambino era il mio eroe, avevo il suo nome sulla maglia”

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

2 aprile 2022

Casey Stoner: “Valentino era un killer, un tagliagole. Ma da bambino era il mio eroe, avevo il suo nome sulla maglia”
“Avrebbe fatto qualsiasi cosa per portare a termine il lavoro, era un killer”. Casey Stoner definisce così Valentino Rossi, feroce come pochi altri. Ma racconta anche, forse per la prima volta, di essere stato un suo grande fan da bambino: “avevo una maglietta con il suo nome”

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Valentino Rossi che ride al parco chiuso ma è spietato in pista, nella strategia e con i compagni di squadra. Ha alzato un muro nel box contro Jorge Lorenzo, ha minacciato Sete Gibernau dicendogli - e prevedendo - che non avrebbe più vinto una gara dopo essergli arrivato dietro in Germania, nel 2003. Lo dice suo padre Graziano, lo dice Guido Meda: Valentino è spietato. Lo dice anche Casey Stoner in uno speciale di BT Sports con la giornalista Suzy Perry dedicato al 9 volte campione del mondo: ““Era un killer, un tagliagole (cut-throat in inglese, un modo di definire persone senza scrupoli, ndr.) avrebbe fatto qualsiasi cosa per portare a termine il lavoro”.

Poi racconta il momento in cui ha capito che Rossi aveva qualcosa in più di tutti gli altri: “Mi ricordo di aver visto una gara, era Mugello 2003. Valentino stava dietro a Max Biaggi nei primi giri e, ad un certo punto, ha deciso di passarlo. Si vedeva chiaramente la differenza di velocità, la potenza e il grip che riusciva a portare in curva (la San Donato, ndr.). Vedevi immediatamente che aveva qualcosa di speciale”.

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Un post condiviso da Casey Stoner AM (@official_cs27)

Impossibile pensarlo qualche anno fa, eppure anche Stoner era un enorme fan di Valentino Rossi. Solo che, a differenza di Marc Marquez o di tanti altri piloti, non ha mai calcato la mano sull’argomento: “Non ho dubbi a riguardo, io e Valentino eravamo nemici. Ma ho avuto sempre un enorme rispetto per lui. Quando ha vinto il mondiale e io ero un ragazzino avevo il suo nome sulla maglietta perché era uno dei miei eroi d’infanzia, guardavo sempre a lui come punto di riferimento, un’ispirazione. Essere stato in grado di imparare da lui e correre contro di lui in quegli anni ha dato molta più importanza a quello che ho fatto nella mia carriera”.

Parole simili, un’altro giorno in un altro luogo, le ha dette anche Valentino di Casey: “In termini di talento puro non ho mai visto qualcuno come lui. E averci corso contro, averlo battuto, è stato qualcosa di speciale per la mia carriera”. Dopo Jorge Lorenzo, sarebbe il caso che anche l’australiano - che nel dirt track ha vinto 41 campionati - si prendesse una giornata per visitare il ranch. Magari a fine 2022.

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