Pecco Bagnaia chiude col 14° tempo le prequalifiche del venerdì. Lontano sempre, anche dal sé stesso della settimana scorsa quando, dopo aver guidato il GP d’Italia per una decina di giri, è salito sul terzo gradino del podio del Mugello. Difficile capire questo Bagnaia, a maggior ragione dopo che si è presentato alle interviste con i giornalisti nel prefabbricato allestito fuori dal paddock.
Perché nonostante tutto lui appare sereno, quasi tranquillo, spiega più volte il suo problema, ovvero il posteriore della moto che parte come se niente fosse: “Non mi aspettavo questa situazione, è vero che non è una pista che si adatta al mio stile di guida, però… per come mi sto trovando col davanti quest’anno sono contento. Mi diverto di più in questa pista, l’anno scorso è stato un disastro e quest’anno almeno posso entrare e posso fare le cose, anche se continuo ad avere tantissimi problemi col grip dietro che qua non mi aspettavo perché teoricamente il grip è alto. Invece ogni volta che provo a portare velocità e vado in angolo, la moto chiude dietro e parte da sola. Non riesco a far niente, perché un conto è se partisse coi freni o col gas, invece qui è proprio una mancanza di grip grosso, me ne manca molto ed è difficile da intendere. A vedere quel tempo saremmo entrati in Q2 con un settimo posto, che non è abbastanza ma andava meglio. Però appunto mi è partita e… niente”.
Di soluzioni in termini di guida, almeno a sentire lui, non sembrano essercene. E il settimo posto di cui ci ha parlato è quello che alla fine si è preso il suo compagno di squadra, velocissimo la mattina e competitivo sul passo nel pomeriggio: “Abbiamo guardato gli altri piloti Ducati e sembra che io e Marc siamo in una situazione simile a livello di quello che fa la moto ed è un vantaggio perché ci aiuta a capire dove andare. È un vantaggio anche Diggia, che in questo momento ha tantissimo grip dietro. Proprio l’opposto nostro. Cercheremo di capire e in caso copiare. Per il resto ho provato tutto: fermarla prima, frenarla dopo, portare dentro i freni… ma ogni situazione mi portava a perderla dietro. Lavoreremo per questo, sono abbastanza fiducioso che si possa passare dalla Q1 alla Q2”.
Quando gli chiediamo se sia un problema di bilanciamento della moto, lui risponde senza neanche pensarci: “Secondo me è una questione di elettronica, Diggia ha tanta più potenza però la scarica tutta. Io ne ho tanta meno, però quando prendo in mano il gas la moto parte”.
I presupposti per risalire la classifica ci sono tutti. Resta da capire se Bagnaia riuscirà a metterli assieme nell’ennesimo weekend partito in salita.