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23 febbraio 2024

Co’ ‘sta pioggia e co’ ‘sto vento…a Phillip Island c’è una Kawasaki davanti. Ma Bulega e Petrucci inseguono

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

23 febbraio 2024

Primo giorno di moto in pista a Phillip Island nel primo week end di gare della Superbike. Sul circuito australiano, dopo giorni passati a discutere delle gomme e del nuovo asfalto, a farla da protagonista è stato però il maltempo. Pioggia e vento hanno condizionato le FP1 e in parte anche le FP2, tanto che a strappare il crono migliore è stato il pilota che nessuno aspettava
Co’ ‘sta pioggia e co’ ‘sto vento…a Phillip Island c’è una Kawasaki davanti. Ma Bulega e Petrucci inseguono

Bautista? No! Toprak! Nemmeno. Rea? Proprio no. A Phillip Isalnd, nella prima giornata di prove della prima del Wolrd Superbike, a spuntarla su tutti è stata la Kawasaki di Alex Lowes. Il britannico è quello che è riuscito a lavorare meglio nonostante condizioni meteo proibitive fin dalle FP1 (chiuse con Locatelli in testa), con pioggia e vento che hanno condizionato l’intera mattinata. E che, di fatto, hanno fatto prendere in considerazione anche la possibilità che la prima della Superbike (e anche unica extra Europa) potrà in realtà andare in maniera totalmente diversa rispetto alle aspettative.

Sì, perché fino a poche ore fa l’unico tema veramente caldo era stato quello delle gomme. E, di conseguenza, anche dello strano format dato dagli organizzatori al fine settimana di gara, con le due long race interrotte tra il nono e l’undicesimo giro da cambi gomme obbligatori. Temperature di esercizio troppo elevate, aveva detto il responsabile di Pirelli ieri, e, quindi, rischi troppo elevati per i piloti. Solo che poi, nel primo giorno di cronometro alla mano, le vere protagoniste sono state le temperature esterne. Oltre a pioggia e vento, infatti, si sono fatti i conti anche con un insolito freddo. Con tutti gli altri in difficoltà, visto che le moto avevano già tutti i setting preparati nella giornata di test di martedì scorso, Alex Lowes è quello che è riuscito a trovare il miglior feeling nelle FP2. E la sua Kawasaki è stata la moto che si è comportata meglio, mostrandosi più equilibrata delle altre.

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Dietro a Lowes, però, Ducati può sorridere grazie a Niccolò Bulega, del team Aruba, e a Danilo Petrucci, del team Barni, che, come già in MotoGP, è da sempre un mago in caso di asfalti difficili. Petrucci, però, ha avvisato: “Ok la pioggia, ma in condizioni normali qui c’è troppo grip: se apri il gas vieni spinto fuori e non si riesce a far scivolare la moto in curva”. Le difficoltà, quindi, per il ternano restano tutte, così come resta la consapevolezza che domani e domenica si correrà con ben altre temperature e quasi certamente sotto un cielo sereno. Tra i migliori tempi di questa FP2, comunque, colpisce l’assenza della firma di tutti i grandi nomi, con Bautista, Rea e Razgatlioglu in difficoltà. Benissimo, invece, Andrea Iannone con la Ducati del Team GoEleven, sesto dietro a Van Der Mark, quarto su BMW, e all’altro Lowes (Sam), quinto su Ducati. Settima piazza, invece, per Rinaldi, con la Ducati di Motocorsa, mentre subito dietro all’italiano c’è la vecchia conoscenza della MotoGP, Remy Gardner, con la Yamaha di GRT.

E’ solo con il nono crono che troviamo il primo dei grandi favoriti per la vittoria del titolo mondiale 2024: Toprak Razgatlioglu. “La mia moto – ha detto – non si è comportata oggi come si è comportata nel test che abbiamo fatto qui qualche giorno fa”. Segno che c’è ancora qualcosa da mettere a punto, anche se è chiaro che la giornata che conterà davvero sarà quella di domani. Ecco perché anche il vincitore degli ultimi due mondiali, Alvaro Bautista, non ha fatto un dramma del suo dodicesimo crono, anche se l’impressione è che lo spagnolo stia effettivamente trovando difficoltà con la sua “Panigale zavorrata” e non più, quindi, che la sua sia un mero gioco a nascondersi. Dei tre superfavoriti, però, quello che è messo peggio è Jonathan Rea. Ha vinto sei titoli mondiali con Kawasaki, poi ha scelto di passare a Yamaha, ma il feeling con la moto è ancora lontano. E’ stato così nei test e è sembrato così anche oggi, tanto che le parole di Rea sono state lapidarie: “Temo di andare incontro al peggior fine settimana della mia carriera”.

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