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26 maggio 2025

Contro Sinner non resta che il Papa? Roland Garros, "È tempo di dimostrare che i miracoli esistono”: ecco l’appello divino a Leone XIV dell’avversario-agnello sacrificale di Jannik per il match a Parigi, Arthur Rinderknech

  • di Giulia Sorrentino Giulia Sorrentino

26 maggio 2025

l primo avversario di Jannik Sinner al Roland Garros, Arthur Rinderknech, si appella addirittura al Papa (con tanto di foto virale tra il numero uno al mondo e Leone XIV): “È tempo di dimostrare che i miracoli esistono…”, queste le parole del francese alla vigilia del match. L’ironia è l’unica arma rimasta al numero 75 del mondo?
Contro Sinner non resta che il Papa? Roland Garros, "È tempo di dimostrare che i miracoli esistono”: ecco l’appello divino a Leone XIV dell’avversario-agnello sacrificale di Jannik per il match a Parigi, Arthur Rinderknech

Arthur Rinderknech ci scherza, ma sotto sotto sa benissimo che quella contro Jannik Sinner sarà una partita quasi impossibile. Primo turno del Roland Garros, Centrale in notturna, l’avversario è il numero uno del mondo reduce dalla finale di Roma, l’idolo del tennis italiano e uno dei volti più riconoscibili dello sport internazionale. Ma il ventinovenne francese, numero 75 del ranking, ha scelto di non nascondersi e nemmeno di fare proclami. Ha scelto la via più intelligente: quella dell’ironia. Una narrazione parallela, fatta di tweet e meme, in cui il protagonista non si prende troppo sul serio, ma nemmeno si arrende. L’ultimo post pubblicato da Rinderknech sul suo profilo X ha fatto centro, diventando virale in poche ore. Ha preso una delle foto più iconiche della scorsa settimana (quella della visita di Sinner a Papa Leone XIV, con il tennista che regala due racchette al Pontefice in Vaticano) e l’ha usata per lanciare la sua sfida impossibile.

https://mowmag.com/?nl=1

Nella caption disarmante si legge: “È tempo di dimostrare che i miracoli esistono… Ci vediamo alle 20:15 sul Centrale Jannik Sinner. Conto su di voi”. Tradotto: per vincere contro Sinner, serve una mano dall’alto. Meglio riderci su, meglio giocarla con leggerezza, anche perché il contesto parla da solo. Sinner arriva a Parigi da testa di serie numero uno, attesissimo dal pubblico e dai media, con una condizione in crescita e l’ambizione dichiarata di arrivare fino in fondo. Rinderknech, invece, viene dalle qualificazioni, ha vissuto una stagione anonima e sa che sarà tutto fuorché favorito. Eppure, il clima che ha creato attorno alla partita è diventato un piccolo caso nel caso. Nelle ultime 48 ore ha pubblicato post ironici, emoji, foto paradossali, frasi autoironiche, sempre con un tono tra lo scanzonato e lo sfidante. Non un’operazione mediatica pianificata, ma una spontanea reazione alla sproporzione evidente del confronto. E per certi versi funziona: ha guadagnato simpatia, attenzione, e ha messo addosso un minimo di pressione al suo avversario. Che da parte sua, ha mantenuto il silenzio, lasciando parlare solo le immagini degli allenamenti.

C’est le moment de prouver que les miracles existent… 😘🙏

À demain 20H15 sur le Central @janniksin… 😅😅
Je compte sur vous 🔥#RolandGarros pic.twitter.com/zyjMl16K8H

— Arthur Rinderknech (@arthurrinder) May 25, 2025

C’è però un precedente da non sottovalutare. Nel 2021, proprio a Lione, Rinderknech riuscì a battere Sinner in due set. Era un altro momento, per entrambi. Da allora, l’italiano ha vinto i due successivi confronti e ha intrapreso una parabola ascendente che lo ha portato al vertice del tennis mondiale. Ma per chi è costretto a giocarsi la partita della vita, anche una singola vittoria può essere il seme di una speranza. Il sogno, per Arthur, è ripetersi. Magari spinto dal pubblico del Philippe-Chatrier, che sarà tutto dalla sua parte nella serata di lunedì, quando il match si giocherà in prime time. Alle 20:15, come scritto anche nel suo tweet, il countdown finirà. Il messaggio, però, è chiaro: Rinderknech sa di avere il 99% contro. Ma il suo 1% se lo gioca fino in fondo. Non con arroganza, ma con la consapevolezza, e forse anche l’eleganza, di chi si presenta sul campo da sfavorito, ma con una battuta pronta, una racchetta in mano e il sorriso giusto. Se poi da lassù volesse arrivare anche un miracolo… beh, lui ci spera.

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