Due disastri, uno dopo l’altro, per due bandiere a scacchi mai viste. Due vetture ferme, due piloti a terra emotivamente per due delusioni che si specchiano l’una nell'altra. A Barcellona la F1 e Lewis Hamilton regalano spettacolo, col Sir che conquista la sua prima vittoria in rosso, ma per Kimi Antonelli e Charles Leclerc la domenica si è trasformata in un incubo che nessuno dei due si aspettava, arrivato proprio quando tutto sembrava girare per il meglio, specie per l’italiano.
Dopo un inizio di fine settimana complicato, Kimi stava facendo una gara notevole: veloce, aggressivo e in lotta con il compagno di squadra, George Russell, superato di forza con due ruote sull’erba a metà del rettilineo principale del Montmelò. Poi, di colpo, il nulla: la Mercedes numero 12 si ammutolisce in pista, si spegne senza preavviso. L’unica cosa che Antonelli può fare è parcheggiarla a bordo pista, poi scendere sconsolato mentre il resto del gruppo continua a girare. Resta lì, senza casco, a guardare gli ultimi giri di una gara che gli stava regalando parecchie emozioni.
Il volto dice tutto, quello di chi sa di aver buttato - ovviamente non per cause proprie - una grande occasione all’aria. ”Sinceramente mi sento vuoto dentro in questo momento”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport F1 al termine della gara, con la voce di chi sta ancora processando quanto accaduto. “È un peccato perché andavo veramente forte oggi. Ovviamente Lewis poi è andato davanti sfruttando la Virtual Safety Car, a quel punto era imprendibile”. Poi arriva la riflessione più amara, con grande schiettezza: “L’affidabilità è il nostro punto debole e il problema che ha avuto George in Canada è lo stesso che ho avuto io oggi, da quello che ho capito. Quindi è un punto su cui dobbiamo lavorare, perché Ferrari magari non ha qualcosa in velocità, ma ha un’affidabilità molto buona”.
Questione di batteria, che ancora una volta colpisce la Mercedes o comunque un motorizzato della stella. Qualche istante più tardi, però, a catturare l’attenzione è un’altra vettura che procede lentamente dopo essere finita in ghiaia in uscita di Curva 1: è la Ferrari di Charles Leclerc, costretto al ritiro per un problema idraulico devastante.
Il monegasco, a quattro giri dal termine, mentre viaggiava in sesta posizione, rimane senza marce, senza servosterzo e senza brake-by-wire. La sua SF-26 diventa improvvisamente ingovernabile, e l'unica cosa che può fare è guidarla, o quasi, fino ai box. Lì si ferma, concludendo così la sua gara dopo che già il sabato era stato una delusione enorme al seguito del botto durante l’ultimo tentativo in Q3: “Non è un caso che nel momento in cui ho accusato il problema idraulico tutti i sistemi siano andati in avaria, perché tutti i componenti sono connessi”, ha raccontato Leclerc, con lo sguardo perso nel vuoto.
“Ho perso il servosterzo e con la VSC non so se abbia cambiato in modo significativo la nostra gara; magari per qualcuno le cose sarebbero potute andare peggio. Però credo che le due soste siano state un piccolo errore: la strategia a tre soste era migliore”.
Poi, parlando del weekend nel suo complesso, le parole di Charles pesano come un macigno: “Una volta tornato a casa, la sensazione principale sarà la delusione, perché per me è stato un fine settimana davvero difficile. Non sono stato io all’altezza. Lewis dal Canada è sempre stato uno step avanti e ora tocca a me fare un passo avanti. Devo fare un reset e tornare a mettere tutto insieme”.
Infine chiude con uno sguardo al campionato, che suona quasi come un avvertimento a se stesso: “Ho perso punti importanti per colpa mia, quindi da qui alla fine dovrò fare un lavoro davvero eccezionale, anche considerando gli aggiornamenti che arriveranno dalla nostra parte. Vedremo”.
Lascia una porta aperta, ma dopo le ultime tre gare la faccenda si fa complicatissima. Insieme all’italiano è l’altro sconfitto della giornata, uno per un guasto elettrico e l’altro per uno idraulico: insomma, due monoposto diverse, ma la stessa identica situazione: quella di una gara portata via da fattori che non potevano controllare. Per Mercedes è l’ennesimo campanello d’allarme sull’affidabilità, lo stesso indicato senza giri di parole da Antonelli. Per Ferrari, è l’ennesima occasione persa in un campionato dove ogni punto, ormai, sembra quasi valere doppio per quanto è importante.