“Nelle curve a destra sono stato costante, è nelle curve a sinistra che sono riuscito a andare veramente forte, meglio di Marc”. Sono parole di Alex Marquez e sono, probabilmente, la migliore risposta alla domanda che si fanno tutti: cosa sta succedendo davvero a Marc Marquez? Il fratello lo conosce bene, non fa drammi da una parte e non tira in ballo i guai fisici di Marc dall’altra, ma butta là una considerazione dopo Jerez. “Per me questa pista è magica, già dall’aeroporto sentivo di poter vincere qui – ha raccontato – andare più forte di Marc nelle curve a sinistra è stato strano”. E’, di fatto, esattamente quello che Marc Marquez, così abituato come è a parlare di se stesso prima che della moto, non può dire fino in fondo: la Desmosedici GP26 ha un comportamento strano che non gli consente di guidare come è sempre riuscito a fare nel 2025.
“Cerco sempre di guardare le cose con ottimismo – ha poi detto Marc Marquez in sala stampa - ma allo stesso tempo con realismo. Non si può dire che mi stia avvicinando al campionato. In questo momento non stiamo guidando al meglio e la velocità non c'è. Quando dico velocità, intendo la mia velocità. Non sto guidando nel modo migliore per lottare per il campionato , perché se non sali sul podio la domenica è molto difficile. Ma cercheremo di migliorare gradualmente e di ritrovare il nostro feeling “. Solito passaggio di circostanza, ma che dice tanto su un feeling che continua a non arrivare. Il resto, poi, l’ha sicuramente fatto la sfortuna: “dieci anni fa avrei pensato ‘ho sbagliato’. Ora penso: sono a posto fisicamente? Sì. Bene, domani è un altro giorno”.
“A volte si cade, a volte si vince, a volte si perde – aggiunge ancora il campione del mondo - oggi è toccato a me cadere. L'anno scorso sono caduto perché ho spinto troppo nel tentativo di attaccare chi mi precedeva. Quest'anno, invece, ho frenato persino prima rispetto al giro precedente; la velocità di percorrenza e l'angolo di piega erano gli stessi, eppure sono finito a terra. Evidentemente c’è qualcosa che non ho gestito nel modo corretto. Quando ho perso l’anteriore non ho nemmeno provato a salvarla, mi sono posizionato per finire bene nella ghiaia. L'importante è che ci siamo goduti il weekend di Jerez, mi sono divertito a guidare la moto, ma è un peccato che oggi abbiamo fatto solo pochi giri. Domani è lunedì e la vita continua. È un peccato perché non siamo riusciti a capire il ritmo che avevamo in gara, ma non credo sarebbe stato quello di Alex: oggi era inarrestabile. Avremmo potuto lottare per il terzo o quarto posto: siamo scesi in pista con quello in mente e penso che avremmo potuto farcela. Quest’anno ogni minimo errore lo paghi al massimo”.
Il punto è che Marc Marquez non è fatto per scendere in pista con un obiettivo diverso dal vincere e nelle sue parole, anche se delicate e orientate all’autovalutazione critica, c’è una richiesta per Ducati. “Credo che la Ducati sia una delle moto migliori, se non la migliore, sulla griglia. Sono io che devo imparare a guidarla meglio. Domani il test sarà importante – dice ancora in sala stampa il 93 – bisognerà lavorare per migliorare le sensazioni. Lo scorso anno guidavo con facilità, quest’anno è diverso, non mi riesce e c’è da capire perché, anche perché sarà fondamentale migliorare le sensazioni senza perdere la velocità. Il test di domani è uno dei più importanti da quando sono in Ducati: dobbiamo trovare quei piccoli dettagli che fanno la differenza. Ma soprattutto bisognerà confermarli nelle gare, perché nei test sembra sempre che tutto funzioni”.