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26 aprile 2026

Disastro rosso a Jerez: aspettavate l'Europa per capire i (non) valori della MotoGP 2026? Questa domenica ha già risposto

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

26 aprile 2026

Marc Marquez parte forte e si stende. Pecco Bagnaia soffre da subito e deve ritirarsi tradito da una gomma. L'unica consolazione di Ducati è Alex Marquez, che vince, ma in una Jerez che è casa sua. Dietro di lui Marco Bezzecchi e la Desmosedici di Di Giannantonio: poi solo Aprilia
Disastro rosso a Jerez: aspettavate l'Europa per capire i (non) valori della MotoGP 2026? Questa domenica ha già risposto

La differenza l’ha fatta Alex Marquez: Jerez col sole è casa sua e s’era capito fin da venerdì. Non ce ne è stato per nessuno, nemmeno per quel fratello Marc Marquez che c’ha provato e che s’è ritrovato lanciato dalla sua Ducati tutta rossa dopo la fortunosa vittoria ottenuta nella Sprint di ieri, sotto la pioggia. Il piccolo dei fratelli di Cervera s’è lasciato alle spalle Marco Bezzecchi, che adesso ha superato quota 100 in classifica generale, e Fabio Di Giannantonio, ora terzo in classifica generale e primo dei piloti Ducati proprio dietro a Marco Bezzecchi e Jorge Martìn. Ecco, chi diceva che per capire i reali valori della stagione sarebbe stato necessario arrivare in Europa, adesso ha già avuto le prime pesantissime risposte già nella primissima domenica sul Vecchio Continente. La Ducati, probabilmente, ha bisogno di fare un passo indietro con le sue Desmosedici più evolute. Perché se Marc si è steso come mai gli sarebbe capitato nel 2025, anche Bagnaia ha avuto i suoi guai, costretto al ritiro da una gomma che lo ha tradito (proprio come già accaduto a Marc) mentre era in lotta per l’ottava piazza.

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Non significa, sia inteso, che la Ducati ha già mandato all’aria la stagione, ma che c’è un allarme serio da tenere in considerazione nel box del Team Lenovo. E’ un allarme non rosso, ma nero Noale. Perché le Aprilia volano e lo raccontano, appunto, il secondo posto di Bezzecchi, ma anche il quarto di Jorge Martìn, il quinto di Ai Ogura e il sesto di Raul Fernandez. Tutti lì. Tutti insieme. Tutti a ribadire, praticamente in coro, che la più veloce del reame adesso non è più la Desmosedici, ma l’RS-GP. Quelle due Ducati là davanti, Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio, sembrano raccontare più lo stato di grazia di due piloti a Jerez che due moto ipercompetitive. Lo ha ammesso, in qualche modo, anche lo stesso Fabio Di Giannantonio.

“Devo essere contento – ha detto – alla fine abbiamo fatto un gran weekend e è la prima volta che siamo competitivi a Jerez. Abbiamo lasciato qualcosa con le decisioni che abbiamo preso per la moto, io soprattutto ho valutato male delle cose. Peró sono contento del risultato”. Ci ha messo del suo, quindi, sia nel bene che nel male, così come ha fatto anche quell’Alex Marquez che comunque s’è portato a casa i 25 punti che spettano al vincitore. “Abbiamo iniziato male – ha detto il 73 - però questo weekend è sembrato positivo sin dall’inizio. Per me era tutto chiaro sin dall’inizio: spingere, arrivare davanti e imporre il mio ritmo. E’ una sensazione davvero fantastica passare davanti a queste tribune da vincitore: grazie al mio team e a tutte le persone che mi supportano e ci sono per me”. Il più contento di tutti, però, è un altro, anche se non ha vinto. Il riferimento, è chiaro, è a quel Marco Bezzecchi che ora si ritrova unico pilota con più di cento punti in classifica generale. “Sono molto felice – ha tagliato corto il pilota dell’Aprilia - oggi era importante fare una bella gara dopo ieri. Anche perché abbiamo sofferto durante il weekend. Per me Alex era troppo veloce oggi, ma sono contento per lui, lo merita”.

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Appena giù dal podio, proprio dietro a Di Giannantonio, quel Jorge Martìn che oggi è secondo in classifica generale e che sembra l’unico, almeno fino a questa domenica, in grado di poter competere davvero con Marco Bezzecchi. Anche perché ha a disposizione la stessa, affilatissima arma. A dare nell’occhio, però, non è il plotone Aprilia che ha avuto Martìn per capofila, ma la settima piazza conquistata da Johann Zarco con la Honda e, soprattutto, l’ottava di Enea Bastianini con KTM. L’italiano ha regolato persino il compagno di marchio Pedro Acosta (solo decimo oggi), permettendo ai più maliziosi di formalizzare una domanda: non sarà che il suo problema con la RC-16 era Maverick Vinales?

Dubbi maliziosi a parte e tornando sulla domenica di Jerez, per trovare un’altra Ducati dopo le due sul podio bisogna scendere fino alla nona posizione, con Fermin Aldeguer, protagonista di una delle sue solite rimonte. Appena fuori dai dieci, invece, Brad Binder, dietro a Pedro Acosta, e seguito da Franco Morbidelli che in questa domenica non è riuscito nella sorprendente rimonta che gli era invece riuscita nella Sprint di ieri, ma che ha comunque portato a casa punti. Qualche punto, le briciole, lo prendono anche Luca Marini, Fabio Quartararo e Johann Mir, mentre in coda c’è il solito terzetto Yamaha con Miller, Razgatlioglu e Augusto Fernandez. Ritirato, insieme a Marc Marquez e Pecco Bagnaia, il collaudatore di Aprilia, Lorenzo Savadori, alle prese con noie fisiche dopo il gran botto di ieri.

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La classifica finale del GP di Spagna a Jerez

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