La sala stampa di Jerez nel pomeriggio della Sprint si è trasformata nella Wall Street di Jordan Belfort, anche se sfortunatamente di soldi non ne girano un granché: gente che urla, telefoni che suonano, dita che grandinano sulle tastiere, pagine di regolamento passate con l’intelligenza artificiale. Marc Marquez ha appena vinto la prima Sprint con flag-to-flag nella storia dopo una caduta rivelatasi provvidenziale. La dinamica è piuttosto semplice: lo spagnolo scivola in curva 13, risale sulla Desmosedici, fa passare il gruppo e poi, tagliando la pista, imbocca la corsia dei box per prendere la moto da bagnato e vincere l’ennesima gara rocambolesca della sua carriera. Poteva farlo o la Direzione Gara avrebbe dovuto penalizzarlo?
Il regolamento un caso come questo non ha previsto con esattezza, tuttavia ci si avvicina in diversi passaggi. In estrema sintesi un pilota può rientrare dopo una caduta tagliando la pista a due condizioni: non generare situazioni di pericolo e non trarne vantaggio. Sulla prima siamo tutti d’accordo, Marc con la sua consueta lucidità ha aspettato che gli altri piloti sfilassero prima di attraversare il circuito. È sulla seconda invece che c’è grande discussione. Così abbiamo raccolto l’opinione di cinque colleghi italiani, uno per ognuna delle testate presenti in circuito: Moto.it, Motosprint, Rai, Gazzetta dello Sport e GPOne. Inizialmente l’idea era di fare lo stesso con gli spagnoli per avere opinioni più differenti possibile, eppure non è stato necessario: la maggioranza, tre su cinque, ci dicono piuttosto chiaramente che Marc Marquez non avrebbe dovuto essere sanzionato. Uno la pensa esattamente al contrario, un altro ancora parla di giurisprudenza. La buona notizia è che la stampa italiana non è faziosa come in molti, a partire dai nostri colleghi spagnoli, potrebbero immaginare. Di seguito le dichiarazioni in rigoroso ordine alfabetico.
Mario Salvini, Gazzetta dello Sport
«Nel motorsport si dice sempre che il regolamento si legge due volte: la prima per capirlo, la seconda per trovare la via d’uscita… e Marc ha avuto la genialità di trovare l’interpretazione. Chiaramente non è così, però non è la prima volta che lui ha uno spunto di questo tipo. Se l’avrei penalizzato? Se non c’è la regola no. Altrimenti lo avrebbero messo quantomeno sotto investigazione, almeno penso».
Paolo Scalera, GPOne
«Nel regolamento non esiste una norma precisa per quello che è accaduto, che poi è il motivo per cui anche nella nostra società esistono i giudici. Il giudice, in base a regole similari, deve dare la sua interpretazione, che poi può essere estensiva o riduttiva. Una interpretazione però ci deve essere comunque. Non puoi dire che non sia successo nulla, qualcosa è successo. E tu una decisione devi comunicarla, qualunque essa sia. Se il giudice fossi stato io sarei andato a cercare il motivo delle norme e qui ce ne sono due: il primo, quello più ovvio, è la sicurezza. In questo caso Marquez l’ha rispettato, perché sembrava stesse al semaforo ad aspettare che gli altri passassero. Il secondo punto invece è che devi rispettare determinate regole per non avere un vantaggio sulla concorrenza. Non puoi tagliare la pista perché accorci e quello è un vantaggio ingiusto. Poi certo, in passato ne abbiamo visti tanti di questi tagli e non sono stati penalizzati. In questo caso io direi che un vantaggio c’è stato, così come la consapevolezza di non creare danno. Alla fine, se fossi stato io io giudice… fortunatamente una giuria non è composta da una sola persona».
René Pierotti, Moto.it
«Vedendo le immagini Marquez non crea pericolo semplicemente perché guarda cosa stia succedendo e si assicura che non ci sia nessuno. Però è un taglio della pista. Leggendo il regolamento c’è scritto che non deve creare pericoli… e lui non ne ha creati. Quindi anche se è interpretabile a parer mio non ha violato quanto scritto sul regolamento. Quando gli ho chiesto se è stata una vittoria fortunata o intelligente lui ha detto fortunata, anche se è stato anche molto intelligente. Lui è vispo, come quando in Tailandia con Acosta gli diedero il drop one position. Lì disse che avrebbe avuto il tempo di farlo passare e poi ripassarlo ma che non era stato abbastanza sveglio, però lo è stato abbastanza per farlo passare e non prendere tre secondi di penalità. È di un’intelligenza impressionate».
Gianmaria Rosati, Motosprint
«Non essendoci un chiaro regolamento ma una zona grigia, come in tanti altri aspetti vale un po’ tutto. Non c’è un giusto né uno sbagliato, sta al singolo individuo decidere. Detto questo io mi baso sul parere di un paio di piloti a cui l’ho chiesto, tre di loro mi hanno detto che Marc ha fatto bene e che avrebbero fatto lo stesso. Per me è assolutamente giusto quello che ha fatto Marc ed è giusto non penalizzarlo».
Luca Cesaretti, Rai
«Per me è da penalizzare, o quantomeno da mettere sotto investigazione. È vero che si tratta di una zona grigia del regolamento, tuttavia se la parte più chiara del regolamento che riguarda questo caso è gain an advantage per me è chiaro che un vantaggio ci sia stato nell’evitare un giro extra con gomme slick sotto la pioggia, per altro con moto rovinata dalla caduta. Non si può pensare il contrario, non in termini di secondi su quel giro specifico ma nel computo totale della gara».
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