Pensi a come riassumere la Sprint di Jerez e ti viene in mente Hieronymus Bosch e il suo Giardino delle Delizie: ovunque guardi, una scena surreale. A volte la scena è bella, altre grottesca. E a uno sguardo d’insieme non è che la cosa sia più chiara. Unica, grande certezza di questo mondo qui è che in condizioni miste, quando serve un pensiero veloce, Marc Marquez fa un altro sport. La gara comincia sull’asciutto e nel tempo di un gira le Aprilia ufficiali fanno una brutta fine: Marco Bezzecchi parte con un tear-off sulla ruota posteriore, Jorge Martín ha un problema al freno anteriore che si accende come fosse la notte della 24 Ore di Le Mans.
Dopo due giri la Direzione Gara espongono la bandiera bianca, di fatto dichiarando che per i piloti è possibile cambiare moto, passando da quella da asciutto a quella con gomme da bagnato. Bezzecchi sbaglia a non rientrare quando il team, sul dashboard, gli suggerisce di farlo, segnalandogli che è pronta la moto con gomme rain: in quel momento è 14° e fuori dai punti, il rischio avrebbe ripagato e prenderselo sarebbe stato semplicissimo. A cinque giri dalla fine il colpo di scena: Alex Marquez ha appena superato suo fratello per la prima posizione quando Marc cade in curva 13. A questo punto lo spagnolo, che non molla la moto né tantomeno la frizione, decide di rientrare per cambiare moto tagliando sull’erba. Rientra, dietro di lui, anche Franco Morbidelli, che dall’ultima posizione non ha niente da perdere. Curioso che negli highlights mandati in onda da Dorna la manovra venga mostrata così: Marc cade, stacco sul pubblico mentre lui taglia la pista e camera di nuovo su di lui al cambio moto.
Cinque giri più tardi Marc taglierà il traguardo in prima posizione con tre secondi di vantaggio sul compagno di squadra, dimostrandosi ancora una volta un fuoriclasse nella visione di gara. Nel frattempo i piloti cadono senza soluzione di continuità, cambiano moto, provano la magia, il mago però è uno solo. Più tardi gli chiederemo cosa risponde a chi pensa che meriti una penalità: “Non lo so, direi leggetevi il regolamento”.
È una bella giornata per Ducati, pessima per Aprilia. Le parole più belle sono quelle di Franco Morbidelli che dedica la vittoria a chi soffre, a chi è in difficoltà, sembra Ivano Fossati in, appunto, Dedicato: “Ne parlavo ieri col mio fisioterapista", ci ha raccontato. "Quando faccio i massaggi mi viene da pensare a cose profonde. E ci speravo, speravo che da 18° sarei potuto arrivare primo”. Sorride anche Bagnaia, che trova un podio e una buona modifica sulla moto che dovrebbe funzionare come setting di base.
Chi ha avuto meno fortuna invece è stato Alex Marquez, il più veloce in griglia sia sul giro secco che, probabilmente, sul passo gara. Domani partirà 5° per giocarsi ancora una volta la vittoria col fratello. Resta il fatto che a quasi ottant’anni la MotoGP continua a produrre situazioni inedite. In giornate come questa viene poi da chiedersi come mai, nonostante uno show spettacolare e il circuito pieno, l’organizzazione fatichi ancora a trovare sponsor, investitori e pubblico. Sarà che è come un quadro di Bosch, più a lungo lo guardi e più staresti a guardarlo. Prima però devi conoscerlo.