D’accordo, non sono i salvataggi a fare il pilota come d’altronde non lo sono le impennate, altrimenti non avremmo visto Jorge Martín (o Fabio Di Giannantonio) stendersi atterrando dopo un lungo monoruota. Eppure il salvataggio di Toprak Razgatlioglu nelle FP2 del GP di Spagna a Jerez, sul bagnato, è stato un piccolo capolavoro, roba che neanche Marc Marquez ci fa vedere più. Il turco entra in curva 13, l’asfalto è bagnato, l’avantreno si chiude secco e lui, dopo qualche metro a grattare l’asfalto con la tuta, salva la moto con quello che nel wrestling verrebbe definito un colpo di reni. Una piccola meraviglia che ci testimonia i riflessi di Razgatlioglu e la sua preparazione, oltre che l’indole da funambolo ereditata dal padre che ha fatto per tanti anni il mestiere dello stunt-man in moto.
Il momento ha innescato un applauso spontaneo nella sala stampa di Jerez e diversi sorrisi nel box Prima Pramac, forse gli unici. D’altronde quello del GP di Spagna si sta rivelando è l’ennesimo weekend complicatissimo per Yamaha, tanto che alla fine delle Q2 il primo pilota del marchio (tra i cinque in pista) è il collaudatore, Augusto Fernandez. Il tutto mentre Alex Rins e Fabio Quartararo corrono da separati in casa e Jack Miller non riesce a trovare il modo di far funzionare la moto.
Toprak Razgatlioglu ci ha raccontato, dopo il primo giorno in pista, di quanto la vera lotta sia con la mancanza di motivazione: hai una moto che fatica a performare e tu fatichi a crederci. Eppure lui ha vinto tre titoli mondiali in Superbike (uno con Yamaha e due con BMW) senza mai avere davvero la moto più competitiva del lotto, il che in qualche modo lo sta aiutando a tirare fuori il meglio dalla sua M1. Anche quando sembra scappargli dalle mani come oggi in curva 13.