“Alex mezzo secondo davanti a Marc non si spiega”. Jorge Lorenzo l’ha detto a DAZN Spagna andando giù dritto su ciò che ha raccontato la pista nel venerdì di Jerez, con un Alex Marquez capace di un gran tempo sul giro e un Marc Marquez che ha sì chiuso quarto, ma soffrendo. Lo stesso Marc, poi, una volta in sala stampa ha confermato tutto anche al nostro microfono: “non ne ho per attaccare, ne ho per sopravvivere”. Poche parole che raccontano tutto. E è un tutto che non riguarda solo Ducati, ma tutti i più attesi di Jerez, compreso quel Pecco Bagnaia che è entrato nei dieci solo a fine turno, con un time attack che ha avuto più il sapore della disperazione che dei problemi risolti. Ok, è solo venerdì e è il giorno in cui non ci si gioca niente. Anzi, quello che c’era da giocarsi, tutto sommato, i piloti di vertice sono riusciti comunque a conquistarlo, ad eccezione di un Pedro Acosta che sarà costretto domani a passare dalla Q1.
La costante di questo venerdì? Marco Bezzecchi. Che ha chiuso terzo, pur faticando più di quanto fatto fin qui, ma comunque lassù, dietro a un Alex Marquez che ha trovato il giro perfetto e a un Fabio Di Giannantonio sempre costante. Non sono loro due, Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio le sorprese (visto che comunque parliamo di due piloti che hanno già dimostrato di sapersi giocare le vittorie), ma, appunto, tutti quelli che non stanno lassù e che invece a Jerez avrebbero dovuto rinascere. A cominciare, da Pecco Bagnaia, caduto a inizio turno, e appunto, da un Marc Marquez apparso più realista del re in sala stampa. “La caduta mi ha messo nelle condizioni di fare pochi giri” – ha commentato l’italiano.
“L'obiettivo principale – ha detto invece Marc Marquez - era raggiungere la Q2 e ci siamo riusciti. Non è stato affatto facile. Al momento, siamo ben lontani dall’obiettivo e puntiamo al quarto o quinto posto. Dobbiamo migliorare, soprattutto in qualifica, perché sarà fondamentale. Alex? In questo momento ha più possibilità di me, quindi sì, firmerei per salire sul podio anche se dietro a lui. Fisicamente sto bene e tutto dipenderà, quindi dal continuare a lavorare per cercare le soluzioni migliori che mi permettano di guidare come vorrei: al momento non ne ho per attaccare, ma per sopravvivere”.
Di umore opposto, chiaramente, il fratello Alex. “I problemi che avevo dall’inizio dell’anno, qui a Jerez non li ho – ha detto il 73 - È una pista in cui conta molto l'apex, portare sempre la velocità: ci sono staccate forti, ma non tantissime quindi è importante portare l'apex e fare il tempo lì, per quello mi piace. Per quello vado forte qui. Mi sono sentito bene, ho tenuto il flow e sono stato veloce, quindi sono molto contento".
Per quanto riguarda le altre sorprese, da segnalare positivamente l’ingresso dei dieci di Enea Bastianini e non positivamente, invece, l’esclusione di tutte le Honda dalla Q2, con Mir che guida la truppa dall’undicesima piazza seguito da Zarco e Marini e Moreira solo diciannovesimo. Male, decisamente male e con un Quartararo furibondo, invece, le Yamaha: il francese è diciassettesimo davanti a Razgatlioglu, mentre Miller è ventesimo davanti a Alex Rins.