Y por final, señores y señoras: l’Argentina di Leo Messi. Mai come oggi, padrone assoluto di una Seleccion che durante la notte scorsa ha messo in chiaro ciò che era nell’aria: i campeones del Mundo ci hanno preso gusto y quieran levantarla otra vez (e vogliono alzarla, un’altra volta). Come l’Italia, come il Brasile… come una delle mas grandi di tutte perché con lui, non c’è storia alternativa, l’Albiceleste è di fatto diventata una delle più grandi. Questo è il Mondiale per dimostrarlo, quello della possibile conferma ma anche della leggerezza, dell’ossessione che lascia spazio al sogno, al divertimento al “chissà se potremo”, che saluta ormai da lontano e con sorriso sornione quel tanto ripetuto negli anni addietro “dobbiamo tornare a vincere” come promessa e debito da estinguere con una storia che meritava di essere aggiornata anche nel Palmares. La promessa fu mantenuta e in Qatar, quattro anni fa, persino Diego ha cominciato a riposare. La storia però corre veloce e da Qatar 2022 a USA 2026 il tempo sembra essere volato e quella Coppa sollevata ai danni di una Francia appena spodestata è ormai un ricordo. Dolce, meraviglioso, ma lontano.
L'Argentina però è ripartita esattamente da dove aveva lasciato. Con il pallone tra i piedi di Leo Messi e una locura finale che vale la festa di un intero popolo pronto a seguirlo ancora una volta. L'esordio mondiale contro l'Algeria in quel di Kansas City si è trasformato in una festa Albiceleste grazie al netto 3-0 firmato interamente dal numero 10, autore di una tripletta che ha immediatamente acceso l'entusiasmo dei tifosi e rilanciato le ambizioni della Selección.
Da Buenos Aires a Rosario, passando per Córdoba e Mendoza, il giorno dopo la vittoria è stato un susseguirsi di bandiere, cori e celebrazioni per la Escaloneta. Le immagini dei festeggiamenti hanno invaso televisioni e social network, alimentando una sensazione che in Argentina conoscono bene: quella di poter vivere un'altra grande avventura mondiale trascinati dal loro campione più amato. La prestazione di Messi ha ricordato a tutti perché il suo nome continua a occupare un posto speciale nella storia del calcio anche a 39 anni suonati: tre gol diversi per esecuzione e qualità, ma accomunati dalla stessa firma, quella di un fuoriclasse immortale capace di illuminare il palcoscenico più prestigioso del calcio internazionale. Anche a distanza di anni dai suoi primi capolavori.
Ma ciò che colpisce maggiormente non è soltanto la gioia argentina: l'effetto Messi, ancora una volta, ha superato i confini geografici e culturali del suo Paese. L'entusiasmo generato dalla tripletta contro i Fennecs ha trovato eco in luoghi apparentemente lontanissimi dall'Argentina, confermando come il numero 10 sia ormai un fenomeno globale. Tra gli esempi più sorprendenti c'è quello del Bangladesh: nelle ore successive al match, migliaia di tifosi locali hanno celebrato la vittoria argentina come se fosse quella della propria Nazionale. Sui social sono comparsi video di feste spontanee, caroselli e raduni davanti ai maxischermi, con bandiere albicelesti sventolate nelle strade di Dacca e in molte altre città del Paese. Un legame che negli anni si è consolidato grazie alla straordinaria popolarità del calcio sudamericano nel Paese asiatico e, soprattutto, al fascino esercitato da Messi. Per molti appassionati bengalesi il campione argentino rappresenta molto più di un semplice calciatore: è un simbolo di talento, perseveranza e spettacolo. E così, ad ogni sua impresa, milioni di persone si sentono parte della stessa storia.
La tripletta all'esordio mondiale ha quindi prodotto un effetto contagioso. Non soltanto perché ha regalato all'Argentina tre punti preziosi, ma perché ha riacceso un sentimento collettivo che attraversa continenti e culture.
Dalle piazze argentine ai quartieri sovraffollati di Dacca, il filo conduttore è sempre lo stesso: l'ammirazione per un campione capace di unire popoli diversi sotto i colori dell'Albiceleste. Il Mondiale è appena iniziato, ma una certezza sembra già emergere. Quando Leo Messi si accende, non esulta soltanto l'Argentina. Esulta una parte significativa del pianeta calcio.