La conferenza stampa tra i principal qui a Monza è stata infuocata. Al centro dello scontro, che su tutti ha visto protagonisti Flavio Briatore e Andrea Stella, c’è la vicenda Gasly-Monaco, riesplosa proprio alla vigilia del Gran Premio d’Italia. Il francese, promosso sul podio dopo un ricorso vinto da Alpine contro le due penalità per eccesso di velocità in pit lane rimediate, è poi stato retrocesso di nuovo al settimo posto dopo il contro-ricorso di McLaren e Red Bull davanti alla Corte d’Appello Internazionale della FIA, con Isack Hadjar tornato terzo. Una storia già di per sé complicata, che Briatore ha trasformato in un caso politico.
“Lo trovo molto ingiusto, perché le persone che hanno deciso sono le stesse di Monaco e tutto è stato fatto alla stessa maniera”, ha esordito il numero uno di Alpine, per poi arrivare al punto: “Quello che non è accettabile è che al tavolo del giudizio ci fosse un giudice non indipendente. Quindi abbiamo un’unica domanda: perché una persona che ha un rapporto con la McLaren è stata coinvolta nel giudizio di questo caso?”.
L’accusa riguarda Filippo Marchino, uno dei quattro giudici del panel, entrato nella lista dei membri del Tribunale Internazionale FIA nel dicembre 2023: “Il problema è che è molto legato a loro: abbiamo una bella foto di questo signore ad un evento McLaren nel 2018 alla MSO di Beverly Hills. Ha una fondazione, la One Drop Foundation, e la McLaren le ha donato due o tre vetture. È stato davvero scorretto: uno dei giudici era legato a un team che era nostra controparte”, ha tuonato il n1 di Alpine con tanto di foglietto in mano con la presunta immagine di Marchino.
Stella, che nel frattempo sembrava non credere a ciò che stava succedendo, non l’ha presa benissimo: “Parlare di queste accuse? Penso non sia opportuno”. Una risposta arrivata dopo il comunicato ufficiale del team, che ha definito la sentenza un momento di chiarezza per tutto il paddock e non un attacco a nessun concorrente.
Quando però i toni si sono alzati ulteriormente, il team principal dei Papaya ha aggiunto: “Trovo che questa conferenza stia prendendo una piega piuttosto offensiva per la McLaren e per la reputazione di una squadra che merita molto rispetto. Se qualcuno muove questo tipo di accuse, che sono molto serie, dovrà prendersi la responsabilità di ciò che dichiara in un contesto pubblico. L’udienza e l’intera Corte d’Appello Internazionale si sono svolte secondo i più alti standard. Non dovremmo mettere in discussione il caso nel modo in cui è stato fatto”.
Briatore, però, non ha mollato la presa, ribadendo più volte di accettare la decisione ma tornando sempre sullo stesso punto: “È stato molto bello parlare del punto 1.1, ma ciò che è ingiusto è che un giudice fosse legato alla McLaren. Questo è sbagliato. Il giudice deve essere completamente indipendente […]. Sono molto sorpreso che questo tizio abbia un legame con la McLaren”. Il botta e risposta, comunque, si protrae per tutta la conferenza, con i rispettivi addetti dei team alle spalle dei loro rappresentanti che sembrano piuttosto imbarazzati.
A separare i due, al centro del divano su cui sono seduti, c’è Frederic Vasseur. Il francese rimane in silenzio per quasi l’intera conferenza, preferendo non commentare quanto in quei momenti stava succedendo. Poi, però, dalla platea un collega alza la mano e gli chiede della situazione budget cap della Scuderia, specie dopo le tante “insinuazioni” mosse fin qui da parte di Toto Wolff.
Secondo l’austriaco, infatti, la sua squadra non avrebbe più margine economico per tenere il passo di sviluppo di Ferrari e McLaren nella seconda parte di stagione, mentre le altre due continuano a portare un aggiornamento dopo l’altro.
Vasseur non ha gradito il riferimento diretto ai conti di Maranello fatto da Wolff e ha risposto senza troppi giri di parole: “Non intendo commentare la gestione del budget cap di Mercedes. Non gradisco quando qualcuno parla del mio budget senza averne idea, quindi non farò commenti sugli altri. Ciò che so è che noi continueremo a sviluppare con lo stesso ritmo fino all’ultima gara, mantenendo un margine di sicurezza rispetto al tetto di spesa”. È l’ultima frase di una conferenza senza esclusione di colpi.
Certo è che, se per Ferrari e Mercedes a parlare sarà la pista, per Alpine la questione si fa spinosa. D’altronde, insinuare che le indagini condotte siano state influenzate da uno dei membri della Corte, non avrà certo fatto piacere alla Federazione.