Il rapporto tra Frederic Vasseur e la stampa al seguito della Ferrari sembra essersi rotto. Una questione ingigantitasi dopo le innumerevoli insinuazioni delle scorse settimane, quando il futuro del manager francese a Maranello sembrava di nuovo in bilico. Di nuovo, appunto, dopo la bufera nata in Canada la passata stagione e che, anche in quel caso, lo dava fuori dall’ambiente Ferrari una volta terminato il 2025.
Quest’anno lo scenario è stato lo stesso, ma scatenato da un protagonista diverso. A dare il via alla vicenda, infatti, era stato Christian Horner direttamente dalle pagine del Times, parlando della Scuderia come un sogno e come l’unica squadra in cui avrebbe accettato di lavorare senza alcuna quota azionaria. Parole pesanti che hanno fatto finire Vasseur al centro di ogni speculazione.
Lui aveva sviato infastidito già a Baku, poi era intervenuta la stessa Ferrari per mettere a tacere ogni voce. Da quel GP, però, in più occasioni il francese non ha risparmiato qualche frecciatina alla stampa, come si è visto anche a Singapore, dopo il GP. Stavolta, tutto ruota intorno alla strategia fallimentare di Hamilton, sceso dalla terza alla sesta posizione dopo aver deciso di rimanere fuori e di non approfittare di un pitstop in regime di Virtual Safety Car.
Il perché di quella scelta l’aveva spiegato lo stesso Sir Lewis, nonostante l’assenza dagli impegni media a causa di un malore accusato dopo essere sceso dalla sua SF-26. Lo aveva fatto nel classico team radio con il suo ingegnere di pista, Carlo Santi, appena tagliato il traguardo (oltretutto con parole di grande umiltà): “Scusate ragazzi, vi ho delusi con quella strategia. La decisione è stata mia, ci ha fatto perdere punti preziosi”.
Una situazione chiara, senza bisogno di dover scavare più a fondo per trovare un altro colpevole. O forse no, visto che nel corso dell’incontro con i media dopo il GP molte delle domande ruotavano proprio intorno a quanto successo in pista al giro 39. Così tante che, a un certo punto, il team principal ha risposto senza giri di parole: “Avete fatto così tante domande alla McLaren ieri?”, in riferimento all’incidente tra Lando Norris e Oscar Piastri all’ultimo giro della Sprint. “Eravamo secondi e terzi in pista ed è stato molto chiaro quello che è successo. Abbiamo richiamato entrambe le vetture e uno dei due ha detto ‘preferisco restare in pista’. Anzi, non l’ha detto visto che ha risposto ‘ho mancato la pit entry’”.
È solo l’ultima delle risposte piccate di Vasseur. Di tensione se n’era già vista a Sepang, tra conferenza stampa e interviste. “Quando accetti questo ruolo, conosci sia il lato positivo che quello negativo. E me lo aspettavo”, aveva raccontato in conferenza in risposta ai rumors del caso Horner. “Quello che a volte è un po’ ingiusto è quando si getta la colpa su qualcuno e io sono qui per difendere il team e i miei ragazzi”.
Un concetto, questo, che aveva poi approfondito: “Quando vinciamo, vinciamo come squadra. Ma quando siamo in difficoltà, io sono lì per difendere tutti. Penso sia l’atteggiamento giusto, da parte di tutti: da parte loro difendere il team principal e da parte mia difenderli nelle difficoltà”. E sulla stampa, poi, aveva concluso: “Onestamente sapevo cosa mi sarei trovato ad affrontare e non sono affatto sorpreso. A volte gli attacchi sono un po’ personali e non va bene. Abbiamo bisogno di media amichevoli”.
Media amichevoli o, tradotto, che non rompano il caz*o in ogni occasione. In sintesi, il messaggio è questo. Anche perché, secondo lui, il rumore di sottofondo costante non migliora le cose: “Io non ho Instagram, non ho Twitter, non leggo la stampa. Cerco di isolarmi da tutto questo. Il problema numero 1 sono le 1500 persone che lavorano con me e che, quando c’è qualcosa di negativo su di me, sul team e tutto il resto, la mattina accusano il contraccolpo. E penso che questo nuoccia enormemente ai risultati del team”, aveva spiegato in un’intervista concessa a Canal+ assieme a Jean Alesi. Il cuore della sua battaglia sta tutto in questo passaggio, sottolineato più e più volte. A meno di grandi rivoluzioni in termini di risultati, difficile pensare che con questa Ferrari la situazione possa migliorare.