Stavolta la sfortuna non c’entra niente. Contano solo gli errori, che da parte di George Russell continuano ad arrivare assieme ai continui alti e bassi che ne hanno caratterizzato questo 2026. A Singapore, nell’unica occasione possibile per lui per cercare di limitare i danni contro Kimi Antonelli, considerato che in gara l’inglese scatterà dal fondo della griglia per la sostituzione della power unit sulla sua W17, la Sprint Race la butta dopo una partenza perfetta.
Da secondo a primo in nemmeno un centinaio di metri, fulminando Max Verstappen dopo lo spegnersi dei semafori. Prende il comando, lo mantiene per quasi due giri. Poi, l’errore che non ti aspetti: dopo l’acquazzone che ha ritardato la partenza, la pista è ancora bagnata e esagerare non è concesso. Lui lo fa all’ultima curva, allargando la traiettoria e finendo per perdere il controllo della sua Mercedes che, dopo essersi avvitata su se stessa, finisce per baciare il muretto esterno del rettilineo principale.
Scuote la testa, poi batte per qualche volta con le mani sull’halo. Quando poi si apre via radio, con il suo ingegnere che prima di tutto gli chiede se lui fosse ok, l’unica parola che pronuncia è un “Sorry”, diverse volte. A Marina Bay, al contrario di Sepang quando al sua Mercedes si è fermata a pochi giri dalla fine per un problema tecnico, è colpa sua e di nessun altro. Non la prima volta in questa stagione, segnata da continue riprese - in termini di forma - millantate ma mai confermate del tutto.
Kimi, dall’altra parte, fa tutto il contrario. La sua W17 era difficile da guidare e lo ha detto chiaramente via radio, lamentando soprattutto il sovrasterzo e qualche problema al posteriore nella prima parte di gara. Ma non ha sbagliato niente. Ha amministrato, portando avanti la sua corsa senza strafare e si è trovato nel posto giusto quando il compagno è finito a muro. Un regalo, certo, ma non l’unico della giornata.
Quello più grosso è arrivato all’ultimo giro, da casa McLaren. Lando Norris ha provato ad affiancare Oscar Piastri alla curva 5 e i due si sono toccati, con l’australiano costretto al ritiro e il campione del Mondo in carica finito ottavo, ora sotto investigazione. Ad approfittarne è stato proprio Antonelli, che ha guadagnato due posizioni in un colpo solo e ha chiuso quarto, a meno di quattro decimi dalla Ferrari di Leclerc. Davanti a lui solo la Red Bull di Max Verstappen, la Ferrari di Hamilton che dopo una partenza clamorosa si è preso la seconda posizione e, appunto, Leclerc, in difficoltà con le gomme anteriori e staccato di circa quindici secondi dal compagno.
Nel conto finale, Kimi guadagna altri cinque punti su Russell, che invece ha chiude a zero. Il vantaggio in classifica cresce ancora e arriva a 89 lunghezze. Si può parlare di fortuna, ma è la fortuna di chi sta facendo un’annata straordinaria, quella che hanno avuto tanti campioni prima di lui. Una fortuna che però arriva solo a chi non sbaglia mai o quasi mai, come ha fatto lui in tutto questo 2026. Russell, al contrario, continua ad annaspare.