Dopo il ritiro di George Russell in Malesia è partita la teoria del complotto. Secondo alcuni fenomeni del web, infatti, Mercedes starebbe apertamente favorendo Kimi Antonelli, facendo il possibile invece per boicottare il suo compagno di squadra. Il guasto alla power unit della W17 sarebbe solo l’ultima delle evidenze, dopo una stagione piena di alti e bassi al contrario di quella dell’italiano.
Teorie e ipotesi a cui Toto Wolff ha voluto rispondere senza troppi giri di parole, a modo suo. “Sono dei senza cervello, chiunque lo pensi. È una solenne sciocchezza”, ha tuonato il team principal delle Frecce d’Argento in conferenza stampa, direttamente da Singapore. “Ci siamo già passati in passato con i tifosi di Lewis. Sinceramente non so cosa passi per la testa della gente. Pensano davvero che io abbia un pulsante con scritto ‘guasto al motore di George ora’, o che svantaggiamo un pilota rispetto all’altro mentre stiamo lottando per il Campionato Costruttori, quando la nostra filosofia è sempre stata quella di garantire a entrambi lo stesso materiale?”.
L’austriaco attacca, con un quadro della situazione ben chiaro nella sua mente: “Purtroppo questa è la deriva presa dai social media oggi: le persone si nascondono dietro uno schermo e attaccano. C’è tantissima polarizzazione e a volte, leggendo ciò che scrivono, lo trovo persino esilarante”. Non possiamo che immaginarlo seduto su un divano e con X aperto sul cellulare, sorridente dopo aver letto tutti i tweet contro di lui: “Questa gente contribuisce davvero al mio intrattenimento quando insulta me o la squadra. A quanto pare sarei Satana, quindi sì: nel complesso è persino divertente”.
Non poteva però non chiudere in bellezza: “Davvero, non ho alcuna comprensione né rispetto per chi si inventa queste cose. Invece di guardare la F1, dovrebbero guardare i Teletubbies o Topolino”. Qualche minuto più tardi però si ritorna sulla questione e, a questo punto, l’austriaco utilizza un aneddoto del suo passato per chiarire da dove nasce la sua idea di gestione della squadra: “Ricordo che quando ero un completo debuttante mi imbattei in Alain Prost sulla griglia e gli chiesi perché le cose fossero andate così male tra lui e Senna. Mi rispose che la causa risiedeva nel fatto che non sapessero mai quali fossero le reali intenzioni del team: una volta ti sentivi il preferito del momento e due mesi dopo avevi l’impressione che le manovre politiche ti stessero penalizzando. Mi sono ripromesso di mantenere sempre l’equilibrio e non è stato facile con Lewis e Nico all’epoca”.
Un concetto che vale anche per Antonelli e Russell, entrambi figli - sportivamente parlando - della Mercedes. “L’integrità sotto questo aspetto è fondamentale per me e i piloti lo sanno. Abbiamo Kimi da quando aveva 11 anni; è parte integrante del team ed è bellissimo vederlo crescere e lottare per il titolo a un’età così giovane. Dall’altra parte c’è George, che è con noi da quando ne aveva 17 e per il quale provo grande affetto ed empatia. Siamo vicinissimi: trascorriamo del tempo insieme anche fuori dalla pista, andiamo a prendere il caffè o in palestra insieme. Ecco perché è piuttosto fastidioso che certi squilibrati, che non hanno alcuna idea di come funzionino i rapporti umani, escano con accuse di questo tipo”.
Nonostante le chiacchiere da social, per Toto conta una cosa sola: “L’importante è che George e Kimi sappiano esattamente come stanno le cose nel team: cercheremo sempre di dare loro pari opportunità. Anche se matematicamente oggi è più realistico che sia Kimi a lottare per il titolo, daremo a George le stesse identiche possibilità. Questo è l’ethos su cui opera la squadra dal 2013. Non cambierà”.
Se ancora non aveste capito quale delle due posizioni sia quella delle cazz*te, vi basterà guardare il venerdì di Singapore e le sue qualifiche Sprint: nella giornata in cui la comparativa tra vecchia e nuova configurazione della monoposto è iniziata, con Antonelli in pista dotato degli ultimi aggiornamenti progettati a Brackley al contrario di Russell, è proprio l’inglese ad avere la meglio.
Un po’ ce lo si aspettava e, infatti, Mercedes ha permesso a George - che dovrà già scontare una penalità in griglia e partire dall’ultima casella domenica - di correre con la configurazione che meglio conosce. Il risultato, dopo Sepang, parla chiaro: sei decimi a favore dell’inglese, secondo, con Kimi ottavo.
Lo stesso ha fatto Antonelli dopo la sessione: “Già nella FP1 ho avuto delle difficoltà. C’è ancora molto da capire su questo pacchetto, la macchina è molto imprevedibile ed è davvero difficile mettere insieme un giro. Ero arrivato con grandi speranze…”. Un’altra prova di un flop in termini di sviluppi sempre più evidente. Per comprendere tutto fino in fondo è stato sacrificato l’italiano, altro che favoritismi.