Tre pole consecutive dopo la prima in carriera. Nelle qualifiche di Miami Kimi Antonelli fa la storia affiancando Ayrton Senna e Michael Schumacher, gli ultimi ad esserci riusciti. E lo fa al primo tentativo, senza bisogno di un secondo giro lanciato, con una Mercedes che in pista non ha portato nemmeno un aggiornamento. 1’27’’798, l’unico insieme a Verstappen a scendere sotto l’1’28’’. Davanti a tutti, di nuovo.
Diciannove anni, seconda stagione in F1, quattro gare in questo 2026, tre pole position. I numeri da soli basterebbero, ma è il modo in cui gestisce a lasciare senza parole: nessuna sbavatura, nessun momento di incertezza, chirurgico quando serve. Nel paddock si sapeva che era forte, ma forse nessuno se lo sarebbe aspettato lì davanti così, senza quasi faticare.
A Miami si è riconfermato, artigliando una pole position che pesa tanto, specie perché il suo avversario numero uno - George Russell - fatica. E alle sue spalle un’altra sorpresa: Verstappen si prende la prima fila con un secondo tentativo perfetto, nel momento in cui gli altri rallentano o sbagliano. Le novità sulla RB22 hanno funzionato, e il Max visto a Miami è quello delle stagioni migliori: reattivo, preciso, capace di trovare il tempo quando serve. Terzo Leclerc, a tre decimi dalla pole, con la prima fila mancata per 179 millesimi. La Ferrari è della partita, ma per per adesso il gap che la SF-26 paga sui rettilinei rispetto ai motorizzati Mercedes fa la differenza.
Dietro, le McLaren deludono. Dopo la doppietta in Sprint Norris è quarto, Piastri addirittura settimo: sul giro secco la MCL40 non ha ripetuto quanto mostrato il venerdì, finendo per far fatica molto più del previsto. In mezzo ai due papaya si infilano Russell e Hamilton, ma per entrambi è un sabato complicatissimo: quattro decimi da Antonelli per George, due da Leclerc per Sir Lewis.
Non sono dove vorrebbero essere, entrambi per motivi differenti: Russell ha parlato di esecuzione non perfetta, Hamilton di un guaio al software della sua Ferrari. E tutti e due dovranno dare tutto in gara perché il confronto con i compagni inizia a pesare, specie in casa Mercedes.
In gara, però, potrebbe essere principalmente una lotta a tre, una sorta di remake di quanto successo in Sprint tra Antonelli e Leclerc ma con l’aggiunta della Red Bull di Verstappen. E in quel caso, i toni forti non sono mancati: nei primi giri, in lotta, Charles aveva attaccato Kimi, non risparmiando critiche via radio: “È davvero pessimo nei duelli ruota a ruota. Si è spostato in frenata, è incredibile, finiremo per scontrarci”. Parole che, inevitabilmente, hanno fatto il giro d’Italia in pochi minuti.
Poi, una volta sceso dalla SF-26 arriva il dietrofront. Chiusa la Sprint al terzo posto, infatti, prima ancora di analizzare la sua gara il monegasco ha voluto chiarire: “Vorrei scusarmi per i commenti che ho fatto su Kimi a inizio gara, che erano un po’ aggressivi. Non penso quello che ho detto, le nostre battaglie sono sempre un po’ più aggressive di quanto mi piacerebbe e, se c’è un pilota con cui non vorrei averle, è l’unico italiano in griglia, quindi spero che possa andare meglio nel futuro. Mi spiace aver detto questo”.
Il sabato è ormai andato e domani si riparte. Antonelli dalla pole, Verstappen al suo fianco, Leclerc in seconda fila. E dopo le scintille della Sprint in gara, con più carburante e più giri a disposizione, potrebbe essere tutto ancor più acceso. Anche perché, per la prima volta in stagione, a giocarsi la prima posizione dopo curva 1 c’è anche Max Verstappen.