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22 marzo 2026

Ducati, che succede? Marc Marquez prende il buono, Pecco Bagnaia va giù duro (con se stesso): “Ho solo cercato di sopravvivere”

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

22 marzo 2026

Pecco Bagnaia sulla ghiaia, Marc Marquez giù dal podio. Per Ducati è stata un'altra domenica come quelle a cui non si era più abituati: con davanti qualcun altro. Nel box del Team Lenovo, inutile negarlo, è tempo di domande, anche se nessuno, chiaramente, fa drammi...

Foto di Agenzia Ansa

Ducati, che succede? Marc Marquez prende il buono, Pecco Bagnaia va giù duro (con se stesso): “Ho solo cercato di sopravvivere”

Dopo la Thailandia, Davide Tardozzi era stato categorico: “Abbiamo preso quattro schiaffoni”. E in Brasile non è che sia andata tanto meglio. Mettiamola così: gli schiaffoni sono stati almeno un altro paio. Perché le Aprilia hanno chiuso prima e seconda con Marco Bezzecchi e Jorge Martin e la Ducati s’è dovuta accontentare della terza piazza con Fabio Di Giannantonio e della quarta con Marc Marquez. Il tema, a questo punto, c’è davvero e la domanda su cosa sta succedendo davvero in Ducati, soprattutto nel Team Lenovo, è legittima. Sia inteso: il vero Mondiale comincerà a Jerez e c’è niente da strapparsi i capelli, ma chi si aspettava una Ducati pigliatutto come nelle scorse stagioni ha già dovuto capire che così non sarà. E che, anzi, si è già nella scomoda posizione di chi deve inseguire. Con, in più, anche un clima che forse non aiuta nel box tra voci di mercato, musi lunghi e qualche preoccupazione di troppo (soprattutto sulle reali condizioni fisiche di Marc Marquez).

Risultato? C’è da capire se il bicchiere è mezzo pieno, visto che comunque ci sono due Ducati nei cinque mentre in Thailandia neanche una, o se il bicchiere è mezzo vuoto, visto che comunque l’Aprilia sembra andare decisamente di più. Chi sicuramente vede il bicchiere mezzo pieno è Marc Marquez. Ha dalla sua l’esperienza di chi ha conosciuto le vette più alte e anche i baratri più profondi e non è certo il non ritrovarsi lassù a spaventarlo. “La verità è che siamo migliorati rispetto alla Thailandia e comunque portiamo via punti dopo la vittoria nella Sprint e il quarto posto di oggi “ – ha detto. A creargli qualche pensiero, semmai, è altro. “Non sono ancora al 100% - spiega – ma qui in Brasile mi sono comunque sentito molto meglio che a Buriram. Certoche non sono contento, visto che sono fuori dal podio, ma è stato comunque un week end positivo e siamo sulla strada giusta. Aprilia? Bisogna considerare sempre il pacchetto moto e pilota. Non si tratta mai solo del pilota, o solo della moto. È il pacchetto nel suo insieme e in questo momento i risultati migliori li stanno ottenendo quelli dell’Aprilia, la classifica nel motorsport non mente mai: davanti ci sono Bezzecchi e Martìn”. Poche parole. Tanta concentrazione. E la consapevolezza che adesso arriverà Austin, il suo regno indiscusso, prima del ritorno in Europa a Jerez.

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Alla “prospettiva Austin” s’è aggrappato anche Pecco Bagnaia, chiaramente contrariato per come sono andate le cose in Brasile per lui, ma comunque pronto a assumersi le sue responsabilità. “Ho faticato tantissimo a restare in sella, cercavo di sopravvivere – ha detto pecco – forse non sono riuscito a interpretare come avrei dovuto le condizioni della pista. Ero in balia della moto, ma ora arriverà Austin, l’anno scorso lì sono stato competitivo e spero di riuscire a ripetermi”. E’ chiaro che il morale è quello che è. Ma Pecco sembra comunque ancora relativamente tranquillo.

“Dall'inizio di questa stagione, dai test e qui, a parte la gara, avevo sempre un buon feeling – ha proseguito nell’intervista realizzata da Sky - Devo capire di più e devo migliorare io, perché in FP2 ero davanti, stamattina ero davanti. Ieri in qualifica ho fatto solo un errore, ma il passo era buono. Strano poi che in gara abbia faticato così ieri, così oggi. Devo solo migliorare. Facciamo molta fatica a frenare la moto, ad avere una velocità di percorrenza normale in curva, e poi anche il grip al posteriore non è molto costante. Di sicuro ci stiamo impegnando tanto e sto lavorando sodo, prima o poi arriveremo e torneremo dove dobbiamo stare. Bisogna andare con quello che si ha e in questo momento non riesco ad andare come penso di potere o come vorrei. Mi sento limitato nella guida, non riesco a esprimere quello che ho sempre fatto almeno fino al 2024 o il Giappone lo scorso anno”.

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