Non la qualifica che Kimi Antonelli sperava. Quinto posto, a due decimi da George Russell e con una Sprint che partirà in salita. Eppure, il suo è un mezzo miracolo dopo un errore commesso in avvio di SQ1. È bastata infatti un’uscita nella ghiaia a rovinare tutto, distruggendo parzialmente la sua Mercedes. A raccontarlo è lui stesso una volta sceso dalla W17, arrivando al ring delle interviste abbastanza provato.
“Avevo un paio di buchi nel fondo. Quando sono rientrato ai box, mi hanno detto inizialmente che si trattava di una perdita di 25 punti di carico. Hanno provato a riparare il più possibile, ma il danno è rimasto”. Sulla carta, quel carico perso equivarrebbe a circa mezzo secondo. Quindi, arrivare a poco più di due decimi dal compagno di squadra, per certi versi è stata un’impresa.
Il problema è nato nel curvone finale, dove Kimi nel corso del suo primo time attack ha portarto troppa velocità. In quel punto si arriva a circa 240 chilometri orari e basta poco per perdere il posteriore: stessa cosa è successa all’italiano, finendo nella ghiaia e danneggiando il fondo della W17. Non aveva ancora un tempo competitivo e, a sette minuti dalla fine della SQ1, è stato costretto a tornare in pista per evitare l’eliminazione. La macchina, però, non era più quella di prima.
Il perché, in termini di guida, lo si intuisce continuando ad ascoltare la sua spiegazione: “Faticavo tantissimo nelle curve a bassa velocità. È andata così: sono entrato con troppa velocità nell’ultima curva durante quel primo giro, ho perso il posteriore e sono finito nella ghiaia. Tutto qui. Ovviamente, dopo, non è stato affatto semplice ritrovare la giusta fiducia in pista”.
Da quel momento il posteriore è rimasto più difficile da gestire, soprattutto nelle curve lente. Antonelli ha faticato anche alla curva 11, dove ha provato a recuperare velocità in ingresso ma ha finito per perdere qualcosa nel cambio di direzione. Il dato interessante, però, è che quasi tutto il distacco da Russell è arrivato proprio lì: pochi metri, appena due decimi, in una qualifica in cui i valori erano talmente ravvicinati che ogni piccolo errore poteva cambiare completamente la griglia.
La buona notizia è che Mercedes ha potuto riparare il fondo senza dover introdurre una configurazione nuova. Il regolamento Sprint consente infatti di intervenire sulla vettura e il team non ha portato aggiornamenti in quella zona a Zandvoort. I tecnici hanno quindi avuto a disposizione i pezzi necessari per sistemare il danno, anche se la riparazione non è stata sufficiente a restituire all’italiano la macchina con cui aveva iniziato il weekend.
“Siamo comunque decentemente vicini e domani ci riproveremo”, ha aggiunto Kimi, parso comunque tranquillo. “Cercheremo di fare la miglior gara possibile. Davanti siamo tutti molto compatti, quindi non sarà per niente facile sorpassare, ma daremo il massimo anche con questo danno. Poi, in vista delle qualifiche per la domenica, sistemeremo del tutto la macchina e ripartiremo da zero”.
Recuperare non sarà semplice, anche perché a Zandvoort sorpassare è complicato e il gruppo davanti è molto compatto. La certezza, però, è che quel distacco non è dovuto a un’assenza di velocità. Anzi, basti pensare che alla fine delle FP1, unica sessione di prove libere, era stato Kimi a seminare il panico. In Sprint avrà una prima occasione per raddrizzare il weekend, mentre la domenica, con la macchina sistemata, potrà invece ripartire davvero da zero. E questa, dopo un quinto posto che sulla carta poteva sembrare deludente, è probabilmente la notizia migliore.