Lewis Hamilton arriva a Zandvoort carichissimo e sorridente. Saluta tutti nel paddock mentre gira sul suo monopattino nero, poi improvvisa una sfida con gli uomini della Ferrari quando, affacciatosi dal balconcino dell’hospitality, lancia una palla verso uno dei ragazzi vestiti di rosso. Gli dice che deve stopparla nel miglior modo possibile e che, dopo averlo fatto, i due si sarebbero scambiati di ruoli. Fa un paio di lanci, poi scompare. Qualche secondo dopo, eccolo lì che spunta dalla porta nera che divide in due la struttura.
Per un attimo, sembra di stare in Brasile anziché in Olanda. È un dettaglio, ma racconta molto del momento che sta vivendo Sir Lewis, lontanissimo da quel pilota sempre con la testa bassa che si vedeva nei paddock lo scorso anno. Raggiante, ancor di più dopo una pausa estiva che, qualche ora più tardi, davanti a noi definisce “diversa da quelle che ha avuto nella sua carriera.
“Di solito stacchi per una o due settimane, c’è un po’ di festa e tutto il resto. Stavolta ho colto l’opportunità per alzare l’asticella: mi sono allenato per tre settimane di fila. Torno nel paddock con la miglior condizione fisica di sempre in vent’anni. Più che rilassato, mi sento carico di energia”, ci ha raccontato durante la media session organizzata dalla Ferrari qui in Olanda.
Ma non solo. A caricarlo è anche il feeling con Scuderia, ormai molto forte. Le difficoltà e i dubbi che avevano caratterizzato il 2025, infatti, per il sette volte campione del Mondo sono solo un brutto ricordo. “Ci è voluto un anno intero per entrare in perfetta sintonia, ma ora ci siamo”, spiega Sir Lewis riflettendo sul suo percorso a Maranello. “L’anno scorso dissi che la Ferrari doveva tornare a essere innovatrice, il punto di riferimento che gli altri inseguono. Oggi siamo noi gli innovatori: la concorrenza sta copiando i nostri concetti sull’ala e sull’impianto di scarico. Abbiamo trovato la giusta formula di lavoro e i risultati stanno dimostrando che la direzione è quella corretta”.
I risultati lo dimostrano, nonostante ci sia ancora uno step da compiere per allinearsi alla Mercedes. Anche su quest’aspetto, l’inglese sembra infuocato: “Non guidiamo ancora d’istinto, il carico di lavoro per piloti e tecnici con queste regole è enorme. Ma essere qui, subito dietro alla vetta e pronti a fare l’ultimo passo per riportare la squadra dove le compete, è straordinario. Stiamo già pianificando persino il 2027”.
È in bolla, a conferma di un periodo molto positivo per lui e per la Ferrari. Non a caso, a Zandvoort ci arriva per vincere, sulla stessa pista che, più di vent’anni fa, l’aveva visto realizzare un capolavoro ai tempi della F3, annichilendo gli avversari. Nella sala qualcuno glielo fa notare, lui sorride. Poi, qualche secondo più tardi, ecco l’ennesima bomba: “Non ho mai vinto qui in F1 ed è una pista che sento di non aver ancora davvero conquistato. Vedere il pubblico e l’energia che portano i tifosi di Max è incredibile. Voglio cambiare le cose proprio questo weekend”.
Sul finale, ormai terminate le riflessioni sul momento e sulle aspettative con cui arriva al weekend, c’è spazio anche per un commento sul rinnovo di Verstappen, l’argomento del giorno. “Rimanere dove ti senti a tuo agio è ovviamente la scelta più comoda, ma non è affatto una scelta sbagliata”, ha detto riferendosi alle voci, spente dal rinnovo, di un Max in trattativa con McLaren. “È con un grande team, continua a crescere ed è un posto fantastico in cui lavorare. È la sua decisione, ed è un’ottima cosa per la F1 che rimanga”.