Manca poco al ritorno in campo per la Serie A. Il gong lo suonano Inter e Como che, sabato 22 agosto alle 18.30, scendono in campo rispettivamente contro Monza e Udinese (a Udine). E, se per molti appassionati di calcio del nostro paese è un momento atteso, l’inizio della stagione sportiva coincide anche con il malinconico saluto all’estate. Al sole. E alle vacanze. Quindi via, tutti al lavoro e la sera davanti la partita.
Di buono, quest’anno, sulla carta, da quello che ci ha offerto un mercato ormai impazzito, c’è comunque molto. Perché, se la Serie A, ormai da un lustro, sembrava essersi trasformato nel campionato dei dinosauri e in un parcheggio per vecchie glorie in attesa della pensione, stavolta notiamo segni di risveglio.
Una freschezza che mancava dall’arrivo in Italia di Cristiano Ronaldo o un giovanissimo Lautaro. Sembra finita l’epoca degli scambi alla pari, di Lukaku che girava da un squadra all’altra, di Vlahovic che pareva essere l’unico attaccante in circolazione e dei Pedro, Albiol, Ribery, Matic, Vardy che venivano da noi a galoppare le ultime partite delle loro rispettabilissime e decorate carriere.Il giro di vite lo hanno dato prima di tutte Milan, Roma, Juve e Fiorentina. Quattro giovani e giovanissimi sono pronti a sbarcare nel nostro campionato, con l’allure del talento generazionale. E se Diego Moreira, nuova freccia rossonera, i 20 anni li ha già superati, il ruolo di Golden boy del rinascimento italiano se lo prendono Alajbegovic che la Juve ha soffiato alle big europee, Rodrigo Mora gioiello portoghese dalle grandi aspettative che vestirà la maglia della Roma e il pupillo Franco Mastantuono, già idolo viola - per ora - in prestito dal Real Madrid.
In più è un dovere aggiungere Pio Esposito, probabilmente nella stagione della sua totale esplosione, Liberali finalmente alla prova in serie A nelle mani di un maestro come Fabregas, ma anche un talento di cui sentiremo certamente parlare e che potrebbe fare la storia della nostra nazionale: Alessio Cacciamani, esterno tutto talento attualmente al Torino ma con i fari puntati delle società maggiori si tutti sono certi che il ragazzo si farà. Cairo se lo tiene stretto e prova ad alzare il prezzo, Abate, tecnico granata che lo aveva l’anno scorso alla Juve Stabia non vorrebbe perderlo. Ma sappiamo che le vie del mercato sono infinite, soprattutto gli ultimi giorni.
Segni di freschezza, programmazione e voglia di tornare grandi. Una serie A che vede ancora in cima alla piramide l’Inter, già la migliore rosa che si completa con tre big che arrivano dalla Premier League e lo sappiamo che hanno un altro passo: Stones, Spence e Jones. Niente male. Poi c’è il Napoli che sembra galleggiare sugli allori e spera che la normalizzazione di Allegri serva a mantenersi in competizione in alto. Ma attenzione al Milan di Amorim che promette scintille, alla Roma del Gasp e alla Juve ferita di Spalletti che dovesse piazzare un paio di colpi da qui alla fine (ora che il portiere è fatto ed è arrivato Vicario) vorrà giocarsi questo scudetto. E il Como? I ragazzi di Cesc, dopo il miracolo Champions della passata stagione, vogliono alzare l’asticella. E con Moise Kean là davanti (dovrebbe arrivare a giorni) le cose si potrebbero fare molto serie. In mezzo la Fiorentina, restaurata alla grande dal quel geniaccio di Paratici, che promette scintille.
“Qualcosa è cambiato”, si intitolava un film di fine anni ’90 in cui giganteggiava un maestoso Jack Nicholson. Arrivarono Oscar e successi incredibile. Che sia lo stesso per questa nuova e brillante Serie A.