Si erano già sfidati a Goiania, uno a uno e palla al centro. Poi, ad Austin, terreno di Marc Marquez, è Fabio Di Giannantonio a prendersi la pole position, a mezzo secondo dal padrone di casa che si deve accontentare del sesto posto in griglia. Marc tuttavia parte molto bene per la Sprint, mentre Di Giannantonio si ritrova costretto a recuperare. Succede però che Fabio ha il ritmo per stare davanti, recupera e si inventa un sorpasso magistrale sullo spagnolo, pulito e preciso nel cambio di direzione di curva 7.
Quello che succede poco più tardi è la conferma del fatto che a Marc non piace farsi superare da un certo tipo di pilota, tendenzialmente quel tipo di pilota che lo affronta con durezza. Alcuni esempi: Pedro Acosta, Jorge Martín, Joan Mir. E, adesso, anche Fabio Di Giannantonio. Il fatto di aver subito il sorpasso da una Ducati in un circuito come il COTA deve avergli conferito punti extra. Sta di fatto che quando arrivano sorpassi come questo Marc tendenzialmente prova a restituirli subito. E così fa in curva 12, per il terzo posto. Solo che arriva troppo forte, troppo ottimista, perde l’anteriore alla corda e trascina con sé un Di Giannantonio che aveva anche allargato la traiettoria per lasciarlo sfilare, magari con l'idea di incrociarlo. Entrambi risalgono in moto, Marc arriva a fine gara con uno zero in classifica e qualche dato in più mentre Fabio è costretto a ritirarsi dopo un paio di giri, per altro dopo aver perso una parte piuttosto ampia della carena in mezzo alla pista.
Per un attimo viene da chiedersi cosa sarebbe successo se Marc fosse entrato nel box del VR46 Racing Team per chiedere scusa, cosa che purtroppo (o per fortuna?) non succede. Il pensiero basta però a farci ricordare di quando Uccio Salucci lo mandò via dopo il GP d’Argentina 2018. Erano altri tempi, altri ruoli e, soprattutto, altre squadre, perché oggi VR46 è il Team Factory Supported Ducati.
Ad ogni modo non è mancato un confronto tra i due nella sala stampa del COTA, un momento che i colleghi presenti in circuito ci hanno riferito essere molto teso. Poche parole, pochi sorrisi. Poco più tardi, lo Steward Panel gestito da Simon Crafar commina a Marc Marquez un long lap penalty - che lo spagnolo aveva già messo in conto - per il Gran Premio. D’altronde gli era già andata bene in qualifica, quando Marco Bezzecchi e Luca Marini erano stati penalizzati per aver rallentato altri piloti mentre Marc, che a sua volta aveva ostacolato Enea Bastianini, non era stato punito.
Resta il fatto che questo Marc Marquez sembra quasi una copia sbiadita del mattatore visto lo scorso anno. Anche perché ha vinto tanto ad Austin ed è un circuito che continua a riuscirgli meravigliosamente bene, eppure quella del COTA sembra diventata quasi una maledizione, principalmente a causa di errori di distrazione o piccole sfortune. L’ultimo successo qui per Marc è datato 2021, a cui sono seguiti Bastianini nel 2022, Rins nel 2023, Vinales nel 2024 e Bagnaia nel 2025. E questa domenica potrebbe essere il quinto anno consecutivo.