È motociclismo spettacolo ad Austin, per il GP delle Americhe vinto da Jorge Martín sul podio con Pecco Bagnaia e Pedro Acosta. Ed è un motociclismo che probabilmente continueremo a vedere in questa stagione. Marc Marquez non è più quello dello scorso anno e sbaglia clamorosamente un sorpasso su Fabio Di Giannantonio, mentre Marco Bezzecchi scarica la moto a terra ingolosito dalla prima posizione di un Pecco Bagnaia rinato, prima in qualifica (4°) e poi nella Sprint, dove si mette davanti con un secondo abbondante di vantaggio finché, appunto, Jorge Martín non gli plana sulla testa.
Jorge ha corso come si fa alla PlayStation: parte dalla settima piazza con una gomma media al posteriore, unico pilota a fare questa scelta. Si mette nel gruppo di testa, lotta con Bezzecchi e negli ultimi due giri recupera quel secondo e mezzo da Bagnaia, superandolo in curva 12. Non pago, taglia il traguardo in monoruota, rompe il cupolino e, meraviglia più unica che rara, lancia la moto sul rettilineo posteriore dopo un’impennata di svariate centinaia di metri cadendo a duecentoventi all’ora, uscendone perfettamente illeso. In Aprilia dicono: meglio un giro dopo che un giro prima. Lui dice: lo sapevo che la media era la scelta giusta. Ora è il pilota con più vittorie in assoluto nella Sprint, 14 in tutto, oltre che il leader nella classifica del mondiale. E con questa moto non è lì per caso, è lì per giocarsela fino a Valencia, anche se lui nelle interviste continua a negare di interessarsi al titolo.
“Sono torrrnato, adesso sì”, dice Jorge ai microfoni di Sky, un sorriso largo sulla faccia. “Dopo la vittoria ero sotto shock, mi dicevo l’hai fatto, l’hai fatto, l’hai fatto… io non sono uno abituato a vincere venendo da dietro, ma così è ancora più bello, perché è tutto più al limite. Al sorpasso non ho pensato molto, sono andato e basta. E niente, dopo ero contento, ero lì che festeggiavo e ho fatto un’impennata che oggi non si può, ma non ci ho pensato. Vedevo che non andava su… seconda, terza, quarta… Ho rischiato molto e ho perso il davanti! Mi dispiace per il team, perché dovranno lavorare in una giornata in cui c’era solo da festeggiare. Però erano contenti, io sono a posto e non mi sono fatto niente, ero in quarta pian a duecento e qualcosa. Cazzo, sono da sei anni in MotoGP e non mi hanno mai fatto una mappa per impennare, magari me la farà l’Aprilia!”.
Poi racconta di aver scelto la gomma media pienamente cosciente di quello che sarebbe successo: “Altrimenti avrei avuto lo stesso identico calo di Pecco”, spiega. Con la morbida invece soffre ancora, un po' com'era successo al suo compagno di squadra all'inizio dell'anno scorso. Domenica sarà una gara diversa e probabilmente più difficile per Jorge, anche perché Marc Marquez, Fabio Di Giannantonio e Marco Bezzecchi vorranno rimediare allo zero della Sprint. Poco importa, anzi: meglio così. La sensazione è che stiamo per vivere una stagione storica del motomondiale.