La cattiva esecuzione della Ferrari si è presa anche il sabato di Monza, dove sotto la bandiera a scacchi delle qualifiche Charles Leclerc e Lewis Hamilton sono solo quarto e quinto. E non serve a nulla nemmeno la penalità inflitta a Oscar Piastri per impeding, che fa avanzare e entrambi di una posizione, perché per l’ennesima volta è la stessa Scuderia a sprecare tutto il proprio potenziale con una sessione caotica e piena di errori.
Prima in Q2, dove per un soffio non finiscono fuori entrambi a causa di un problema alla batteria delle due SF-26, poi in Q3, lontani dalla pole position di Pierre Gasly e dal secondo posto di George Russell. Sessanta minuti in cui nessuno dei due si è risparmiato dal commentare con foga quanto stesse succedendo in pista, con addirittura Leclerc che al termine della seconda sessione si è aperto via radio e in italiano ha esclamato “Ne parliamo nel box”.
“Sono molto deluso, onestamente”, ha poi raccontato il monegasco a Canal+ senza giri di parole, aggiungendo: “Non siamo stati all’altezza, ci sono stati molti errori e problemi durante le qualifiche. Prima con il motore, poi con altre cose in seguito. Quando si arriva alla Q3 si devono cercare quegli ultimi centesimi. Onestamente non avremmo potuto insidiare Pierre, ma avremmo potuto fare meglio”.
Lo sfogo del monegasco, però, è ripreso poco dopo: “Comunque sia, possiamo solo dare la colpa a noi stessi e cercheremo di capire perché abbiamo avuto tutti questi problemi nelle qualifiche, senza nessun preavviso nelle prove libere”.
Duro alla stessa maniera è stato anche Hamilton, riflettendo su entrambe le sessioni: “Tra ieri e oggi ho fatto un ottimo lavoro ed ero davvero soddisfatto della macchina. Per la prima volta in assoluto non ho cambiato nulla prima delle qualifiche, mi sentivo sicuro. Dopo il primo giro in Q1 mi sentivo solido. In Q2 avremmo dovuto fare una strategia push-cool-push-cool. Ma tutti stavano aspettando e Charles non voleva uscire per primo. E dunque abbiamo dovuto aspettare, aspettare e aspettare. E abbiamo fatto un solo push”.
L’errore più pesante, però, doveva ancora arrivare: “In Q3 non avevo le gomme sulla macchina. Tutti sono partiti e io ero lì con il motore acceso. Sono uscito 25 secondi dopo e questo mi ha fatto perdere il ritmo”. Finito? Assolutamente no: “L’esecuzione è stata pessima. Mi sono ritrovato in mezzo al nulla”, ha spiegato a Sky Sport UK. Quando sei dietro a un’altra macchina arrivi più veloce in diverse curve, adatti il punto di frenata ed è tutta questione di trovare il ritmo. Il secondo tentativo non è stato terribile, ma con riferimenti diversi non sono riuscito a sfruttarlo al massimo”.
Per Sir Lewis, a salvarsi è solo il lavoro portato avanti a Maranello: “Penso che la nostra macchina sia davvero fantastica. Davanti a noi abbiamo solo i motori Mercedes e per essere così vicini abbiamo fatto un buon lavoro. Continuano a guadagnare diversi decimi sul rettilineo ed è così e basta. Speriamo in alcuni dei prossimi circuiti non così dipendenti dalla potenza. I ragazzi stanno dando il massimo”. Quel “sia davvero fantastica” fa capire quanto anche a Monza sia stato sprecato. È la storia di una Ferrari che, troppo spesso, si rende da sola tutto più complicato.