Ci sfidiamo col cubo di Rubik, in cui Marco mi demolisce. Io gli ricordo di una vecchia sfida nel 2023, quando durante un’intervista giocammo a biliardino: quella volta vinsi io, non di molto però. Marco Bezzecchi ha rinnovato con Aprilia per 2027 e 2028 e l’annuncio, che trovate nel video in apertura, è un omaggio clamoroso all’ultima gara dello scorso anno, quando Marco si inginocchiò davanti alla moto chiedendole di sposarlo.
Sei contento di questo rinnovo?
“Molto. Sono molto soddisfatto e orgoglioso”.
Giochiamo col cubo, Marco è velocissimo. A me si incastrano i pensieri e penso che sia stata una pessima idea. Più tardi, rivedendo il girato, mi rendo conto che non è andata poi così male.
Tendi a trasformare tutto in una sfida?
“Per molte cose sì, perché sono molto competitivo e poi il mio gruppo di amici… sono tutti ragazzi a cui piace darmi sù, perché hanno capito che mi piace. Però ci sono tante cose in cui davvero non mi interessa niente di arrivare ultimo, per dire”.
Per esempio? Così mi organizzo per la prossima sfida.
“Per esempio altri sport in cui non sono fortissimo. Mi concentro prevalentemente sulle moto o altri sport in cui sono decente ma sono pochi. Non sono uno di quei ragazzi che bene o male è bravo in tutto. Mi riesce abbastanza bene la moto, fortunatamente. In tutto il resto a dire la verità sono abbastanza scarso. Però anche un semplice chi arriva meno tardi… adesso faccio anche fatica, però qualsiasi altra cavolate mi piace essere competitivo. Però prendermi tutto anche col giusto relax”.
Massimo Rivola un mesetto fa mi ha detto che a Misano 2025, dopo aver perso domenica contro un Marc Marquez velocissimo, sei andato a chiedere scusa alla squadra.
“Ah, sì. Una cosa che mi piace abbastanza di me… io sono abbastanza autocritico e fatico a dirti dei miei pregi e comunque non mi piace neanche parlarne troppo, però io ogni volta che vado in moto devo dare tutto e non mi rimprovero mai. Eppure lì a Misano ho dato tutto, ma ci tenevo veramente tanto e mi dispiaceva di aver fatto secondo. Avevo visto un clima generale nel box in cui tutti ci credevano molto, il weekend era andato bene, il sabato avevo vinto… secondo me è stato un peccato non essere riuscito a vincere”.
Il film Formula 1 racconta bene il pensiero di un pilota, si vede che Lewis Hamilton ha dato una bella mano. I giornalisti sono veramente così fastidiosi, anche in MotoGP?
“Non tutti, dai (ride, ndr)”.
MI accontento.
“Nel senso che alla fine, sai… io sono una persona che si fida poco, faccio anche fatica a stringere un rapporto umano con un tipo di lavoro così, dove alla fine che tu lo voglia o meno è molto diverso da quello che faccio io. E tante volte secondo me piloti e giornalisti vanno a scontrarsi leggermente ma per forza di cose, è normale. Con alcuni puoi trovarti meglio, con altri meno… l’importante è cercare di fare bene ognuno il proprio lavoro. Il rapporto te lo crei col tempo”.
Che voto dai ai giornalisti italiani?
“Il mio voto massimo in generale per i giornalisti, non solo italiani, sarà al massimo sette. Però penso che gli italiani ci vogliano bene, che ci tifino. Quindi direi sette”.
Quanto costa dire la verità? E, soprattutto, quanto vale la pena dirla?
“Allora. Per me vale la pena quasi sempre, però costa di più. Alla fine devi decidere che strada intraprendere, chiaro che alle volte sarebbe più semplice essere un po’ più paraculo. Però quello è anche il carattere che hai, perciò ognuno secondo me la ragiona a modo suo”.
Sei stato al Poretcast: molto bello, eri molto emozionato. Si è percepita la tensione nel primo quarto d'ora.
“È stato bellissimo però sì, sono stato molto emozionato. Ho seguito un po’ di puntate negli anni e mi sarebbe piaciuto moltissimo andarci, più che altro per conoscerlo (Giacomo Poretti, ndr) poi effettivamente ad arrivarci mi sono detto ‘cavolo, adesso lo devo fare’ e non ero abituato. Però lui è stato un grande, lui è così. Proprio come me lo immaginavo negli sketch. Era anche una paura che avevo, perché tu ti immagini un idolo in un modo… poi magari lo conosci e rimani deluso. Invece io sono rimasto estasiato, diciamo. Mi ha messo completamente a mio agio prendendomi per il culo, o comunque facendo battute di continuo, e quando ho preso il via che mi sono sciolto sono riuscito ad essere un po’ più me stesso”.
Mi racconti dell’Apecar a Misano?
“L’anno scorso ho portato l’Ape all’All Stars, l’anno scorso. Ho quest’Ape che mi hanno regalato i miei amici e che abbiamo sistemato insieme, non ci sono mai andato troppo per strada a dire la verità. Già avevo la patente e quindi è stato più uno sfizio che volevo levarmi da quando ero ragazzino e niente, dopo l’ho portata a Misano e lì sono stati dei grandi, perché mi facevano fare tuttoquello che mi pareva. E quindi a un certo punto il mio babbo si è infilato dentro a Misano con l’Ape. Con Rivola sul cassone, sua moglie… e anche mia mamma. Con le bandiere Aprilia attaccate”.
Massimo Rivola è stato furbo: l’anno scorso ti ha regalato la moto dandoti la possibilità di portarla a casa e tu adesso ti ci sei sposato.
“Eh sì, è stato bravo però è stata una cosa voluta da entrambi. Chiaramente Massino per me è un grande, una persona fantastica e un capo figo, perché comunque ti dice le cose che ti deve dire - sia belle che brutte - e non gli muore niente in bocca. Però sa anche bene come dirmele, ha capito bene come sono e sa bene o male come riuscire a prendermi”.
Perché, come si dicono le cose a Marco Bezzecchi?
“Io sono una persona abbastanza diretta, quindi secondo me bisogna essere abbastanza diretti. Poi chiaramente sai, alcune cose bisogna cercare di arrivarci meglio, preparandole meglio come fosse una curva lunga. E col tempo conoscendoci sempre un po meglio ci si capisce senza parlare”.
Quanto incide nella tua prestazione in fatto di avere un costruttore alle spalle? A me ha colpito quando, alla presentazione, hai parlato del fatto che vedere le persone così contente per te è un’emozione enorme. Quanto ti aiuta?
“Mi aiuta, anche se è una bella pressione perché sai che sulle tue spalle ci sono un sacco di famiglie. Però è una pressione figa, alla fine è una fortuna. Perché è bello. Poi alla fine tutti danno tutto per te, quindi oltre ad esserci pressione è come se ognuno ti appoggiasse una mano sulla schiena e ti desse una spintina. Bello, poi per me è la prima volta da pilota ufficiale e non posso fare un paragone, però la passione che ho trovato lì… veramente una cosa di cui sono rimasto super sorpreso e che mi è piaciuta tantissimo. È come se fossi un dipendente dell’azienda come loro, però vado lì e mi chiedono gli autografi, mi chiedono le foto… è bellissimo. Andiamo a mangiare alla mensa, stiamo tutti lì… è molto bello”.
Il tuo personalissimo mercato l’hai chiuso, però in giro c’è un bel movimento. Se dipendesse da te chi ti porteresti nel box?
“Nel box? Guarda… non ne ho idea. Onestamente, adesso come adesso mi trovo benissimo così. È un peccato non aver vissuto molto Jorge, quest’anno spero che vada tutto per il meglio, anche se so che sarà sicuramente così. Però sai che a me non cambia più di tanto. Io devo fare il mio. Quindi faccio il mio e il resto lo faccio fare a Rivolone”.
Per quanto lontana, si parla dell’eventualità che Pecco Bagnaia possa venire a correre con te. Come te la immagineresti una cosa del genere?
“Oddio, non saprei. È anche una cosa su cui è fatica sbilanciarsi, perché dopo partono mille dinamiche. Sarebbe sicuramente figo, perché alla fine è un mio amico. Ma è anche un discorso in cui non posso entrare particolarmente, non mi riguarda e non è il mio, lascio fare tutto a chi lo fa per lavoro”.
Marco Bezzecchi fa una piccola pausa, poi riparte.
“Questa è la classica paraculata”.
È giusto, andiamo avanti: come vedi questa stagione?
“Difficile dirlo adesso che ancora non abbiamo girato, però comunque sarà una stagione figa. Il livello è già altissimo dalla fine dell’anno scorso, c’è un Marc stra-competitivo perché ha vinto il mondiale con tante gare d’anticipo e partirà subito forte, poi tutte le Ducati, Acosta è fortissimo, Vinales è tutto l’inverno che si allena come un matto, io spero di essere forte… la coppia VR sarà forte, Raul Fernandez sarà veloce, Ogura… cavolo, è difficile non dirne qualcuno. Quelli che non ho nominato sono comunque lì. Le Honda, perché Mir a fine stagione + stato veloce e Luca se non avesse avuto l’infotunio di fine stagione sarebbe cresciuto più o meno come Mir. Yamaha col V4 è andata forte, c’è Toprak…”
E Marc Marquez potrebbe vincere il decimo quest’anno. È un po’ una extra motivazione per cercare di fermarlo?
“Non per il decimo. È una extra motivazione cercare di battagliare con Marc perché è fortissimo che siano nove, dieci o venti mondiali. E sarà tosta, però noi alla fine partiamo per cercare di battere tutti. Non mi aspetto grandi cose, il mio obiettivo per adesso è quello di cercare di partire belli concentrati e metterci subito abbastanza a posto. Poi con l’andare della stagione riusciremo a capire meglio”.
Come vedi l’introduzione della radio dal 2026?
“L’abbiamo provata qualche volta e ho fatto fatica a sentire, perché la moto è molto rumorosa. Noi abbiamo i tappi, però quelli non ti tolgono il rumore della moto. Ti attutiscono le frequenze che fanno male, poi tu le hai sentite e a starci sopra per molto tempo… però guarda, speriamo che facciano un sistema che ci permetta di sentire bene e spero non di parlare. Non mi immagino come possa essere parlare. A volte mi scordo di respirare… Dovessi parlare in moto non mi mia sponte, ecco. Ogni tanto mi capita di dire qualcosa sotto il casco, però sono cose più istintive. Ma non mi metto a dire chissà quali insulti, però magari ti dici ‘dai’, capita. Comunque ascoltare mentre sei concentrato non è facile, comunque noi ci muoviamo sulla moto e in Formula 1 sono seduti e penso sia difficilissimo uguale perché loro devono fare tante cose, però vediamo. Penso che sarò questione di abitudine, prima lo proviamo e meglio è”.
In che senso ti scordi di respirare?
“Perché ci sono dei punti della guida - una staccata, un cambio di direzione ad alta velocità - in cui la forza che devi fare sulla moto è tantissima. A te capita mai di andare in palestra e la parte in cui spingi - o tiri, o quello che fai - la fai un attimo in apnea? Succede così, però è sbagliato”.
Il contratto è firmato, il cubo di Rubik pure. E domani inizia la MotoGP 2026.