Gresini Racing è pronta a scrivere una nuova pagina della propria storia in MotoGP, ormai trentennale. A raccontarcelo è Michele Masini, team manager della squadra romagnola, o forse sarebbe meglio chiamarlo l’ambasciator Masini visto che, a campionato concluso, è diventato ambasciatore nel mondo della sua città natale, Riccione. Sulle piste, però, il suo ruolo è cruciale: coordinare il team che l’anno scorso ha piazzato Alex Marquez in seconda posizione nel Mondiale e Fermin Aldeguer sul gradino più alto del podio in Indonesia, da rookie. E in occasione della presentazione della squadra in Malesia, a Kuala Lumpur, ci ha parlato del 2026, una stagione speciale per diversi motivi, primo fra tutti perché nel box ci sarà una moto ufficiale, identica a quella rosso-bianca di Marc Marquez e Pecco Bagnaia.
A guidarla sarà Alex Marquez, che alla nuova stagione ci arriva carico di aspettative, le stesse che tutto il team Gresini ripone sul 2026: “Sono super orgoglioso che la prossima stagione sarà la 30esima in MotoGP”, ci spiega sorridente Masini. “Mi aspetto di ripartire da dove abbiamo finito l’anno scorso, senza strafare. Come sempre, si comincia da zero, sarà importantissimo stare con i piedi per terra. Quest’anno abbiamo qualche strumento in più per Alex Marquez, grazie al supporto di Ducati Corse che ci ha fornito la GP26 ufficiale, e sappiamo di avere qualcosina in più anche con Fermin Aldeguer quando tornerà, perché nel 2025 era tutto nuovo per lui”.
Quello di avere una moto factory nel box è un traguardo che ripaga gli sforzi fatti finora, stagione dopo stagione, nonostante in termini di approccio al lavoro non cambierà nulla: “Per prima cosa il pilota deve esprimere le proprie sensazioni, in secondo luogo il costruttore effettua lo sviluppo basandosi anche su quei pareri. Ma dal lato nostro, quello di Gresini Racing, non deve cambiare nulla in termini di approccio. Avremo solo più strumenti per adattare la moto ad Alex. Non ci dobbiamo riempire la testa di cose, abbiamo tutte le potenzialità con i nostri ingegneri per dargli la moto migliore possibile”.
Quanto ad Aldeguer, invece, dopo l’incidente che a Valencia gli è costato la rottura del femore, tutto è ancora in fase di valutazione: “Sono andato a trovarlo, l’ho visto mentalmente molto motivato. Sta facendo tutto il possibile per essere pronto quanto prima, ma voglio che rispetti i tempi di recupero. Ancora non so una data precisa per il suo rientro, fa dei progressi tutti giorni ma sarà ancora abbastanza lunga”. Una situazione delicata a meno di un mese dall’inizio del mondiale, tant’è che per la prima gara la sua presenza è tutt’altro che assicurata: “Non posso dire nulla, le prossime due settimane saranno cruciali sotto questo aspetto”. Sulla moto che guiderà una volta rientrato, però, non ci sono dubbi: “La GP25, un pacchetto vincente, abbiamo un grande potenziale”.
Il potenziale è lo stesso che anno dopo anno è cresciuto, anche grazie al supporto di Ducati. E infatti, a meno di un anno dalla scadenza del contratto con la casa di Borgo Panigale, l’obiettivo è chiaro: “La nostra collaborazione con Ducati migliora costantemente, proseguire insieme sarebbe il cammino naturale. I risultati in pista lo confermano e quest’anno la collaborazione crescerà ancor di più visto il pacchetto factory di Alex. Speriamo di crescere assieme a Ducati”. E a chi gli chiede della possibilità di diventare addirittura un factory supported team, Masini risponde senza giri di parole: “Ci siederemo e ne parleremo, in questo momento sono super orgoglioso del pacchetto che abbiamo”.
Alla vigilia del nuovo anno, però, non è solo l’aspetto tecnico a tenere banco. Ancor prima di scendere in pista, infatti, il mercato piloti si è infuocato e, uno dei pezzi pregiati, è proprio Alex Marquez: “È iniziato tutto prestissimo, ma il fatto che sia al centro dei rumors mi rende un po’ orgoglioso. Se lo merita, è arrivato ad essere uno dei top rider. Come Gresini Racing cerchiamo sempre di essere sul pezzo, lavoriamo”.
Di certo, però, chi non si muoverà dal team Gresini è proprio Michele Masini: “È dal 2008 che sono qui, quindi sono già tanti anni. Mi sento abbastanza esperto della categoria, anche se senza capelli bianchi come i colleghi. Mi reputo ancora accettabile”, scherza prima di proseguire. “È un orgoglio grandissimo lavorare per questa famiglia, questa grande azienda. Cerchiamo sempre di farlo nel migliore dei modi per rendere ogni giorno Fausto e Nadia - Padovani, proprietaria del team - contenti di noi”. E se il lavoro da portare avanti è chiaro, il sogno che accompagna il team manager lo è altrettanto: “È un obiettivo, ovvero quello nel cassetto di cui parlava Nadia (vincere il titolo, ndr). Vado avanti per la mia strada”.