Bernie Ecclestone ed Helmut Marko sono due che sanno sempre trovare il modo di sorprendere il mondo della F1. E in questo caso ci riescono proprio perché, a sorpresa, promuovono il nuovo corso del Circus senza pensarci due volte. Novantacinque anni l’ex patron della F1, ottantatré l’ex consulente Red Bull, per un totale di 178 anni di storia del motorsport vissuta quasi sempre su fronti opposti. Da una parte Ecclestone, che ha guidato il Circus per quarant’anni prima di essere estromesso nel 2017, dall’altra Marko, che ha passato la carriera a difendere i colori Red Bull.
Due figure cresciute con una F1 completamente diversa da quella contemporanea, fatta di motori puramente endotermici e senza l’ombra di quella componente ibrida che oggi, con il regolamento 2026, è diventata determinante quanto il motore stesso.
Una F1 che per decenni è stata il regno dei puristi, quelli per cui contava solo il rombo del V10 o del V8 e il talento puro al volante. Lo stesso Marko, solo qualche mese fa, aveva bocciato duramente la rivoluzione tecnica in arrivo, dicendo che ormai “gli specialisti dei software sono più importanti dei piloti”. Eppure, arrivati a metà stagione, il giudizio si è capovolto.
“Le gare del 2026 ci entusiasmano”, hanno raccontato in coro Marko ed Ecclestone, raggiunti dalla testata svizzera Blick lunedì scorso. Il perché, a detta loro, è semplice: “Le gare sono avvincenti e, anche in Ungheria dove di solito la corsa è una processione fino al traguardo, ci sono stati sorpassi. Quello di Verstappen è senza dubbio uno degli highlight di tutto il 2026”. Fanno riferimento all’entrata da cinema dell’olandese su Lewis Hamilton, in quel momento il rivale per la gara.
Un attacco alla Max, in staccata, sorprendendo il sette volte campione del mondo e lasciandolo senza possibilità di replica. A tratti un sorpasso atipico per questa F1, ma ciò che conta è la natura stessa dell’ammissione, arrivata da chi di scetticismo ne aveva mostrato parecchio nell’approcciare la nuova stagione e il nuovo corso del Circus.
In dieci gare però tutto è cambiato, al pari della posizione dei due veterani che hanno le idee chiarissime anche sulle sorti di questo mondiale: “Lo vince Antonelli”, hanno affermato senza esitazioni, concordi ancora una volta. Vedono tutto tricolore, insomma, scommettendo su chi finora ha lasciato tutti a bocca aperta, Mercedes compresa. Questione di velocità, ma soprattutto di maturità per come questa prima parte di stagione è stata gestita, sia quanto tutto sembrava andare per il verso giusto che quando la situazione si è rovesciata.
Dieci gare in cui da essere una sorpresa si è trasformato in una certezza di questa F1, arrivando alla pausa estiva con 50 punti di vantaggio su Lewis Hamilton, il primo degli inseguitori. Niente male per un diciannovenne che, a metà della scorsa stagione, non sapeva quasi nulla del proprio futuro. Adesso tutti lo vedono come il favorito, Ecclestone e Marko compresi.