Nuovo motore, nuove aspettative e, magari, un ultimo assalto a questa stagione. È l’obiettivo della Ferrari che fin qui si è vista a Monza, arrivata con l’attesissimo motore sviluppato grazie al meccanismo ADUO per cercare di ridurre il gap che la separa dalla Mercedes. Quello di casa, quindi, non sarà solo un weekend per salvare la stagione sperando di infiammare la marea rossa, ma un vero e proprio banco di prova per la seconda parte di questo Mondiale.
È l’ultima possibilità per tornare in lotta e tenere il passo delle due W17, su cui verrà introdotto un massiccio pacchetto di aggiornamenti in Malesia, e adesso anche delle McLaren, tornate davanti dopo le novità portate a Budapest e le due vittorie di fila conquistate da Lando Norris. In tal senso, i primi riscontri da Monza sono positivi: a offrire qualche spunto non sono tanto i risultati di Leclerc ed Hamilton fin qui, rispettivamente primo e secondo in FP1 e secondo e quinto in FP2, quanto il confronto fra le prestazioni dei due Haas, Oliver Bearman ed Esteban Ocon.
Il perché è semplice: sulla monoposto del francese è montata la stessa specifica di Power Unit usata fino a Zandvoort, su quella dell’inglese la nuova, l’unico a portarla in pista insieme ai due della Scuderia. Della differenza c’è stata, evidente soprattutto in termini di gestione dell’energia: dopo circa metà giro la batteria della Haas di Ocon è praticamente scarica, al contrario di quanto succede sulle vetture di Leclerc e Bearman. Un dato, questo, confermato dall’analisi telemetrica dei rispettivi giri nella seconda sessione di prove libere mostrato in diretta su Sky durante le FP3.
È un miglioramento che sembra andare oltre la potenza pura, per un equilibrio quantomai cruciale come in questa F1 dove basta pochissimo per migliorare o peggiorare sensibilmente. A confermarlo, poi, è stato anche Kimi Antonelli, parlando di una Ferrari parecchio minacciosa: “Di sicuro ha fatto un bel passo avanti con il nuovo motore che hanno portato qui. Ora la velocità è molto simile alla nostra e sappiamo quanto vadano forte in curva. Sarà una sfida serrata per la pole”, ha raccontato a Sky Sport F1.
Rettilinei che potrebbero non essere più l’incubo della Scuderia, stando a quanto visto in pista e al commento dell’italiano, per una situazione ben diversa da ciò che si era visto su altri tracciati da basso carico aerodinamico, Spa su tutte. Lì la monoposto volava in curva, ma nel primo e nel terzo settore perdeva tutto il vantaggio accumulato finendo per essere pareggiata dalle W17 di Antonelli e Russell. Per Maranello, sarebbe la notizia migliore che potrebbe arrivare questo fine settimana.