Le aspettative generate dalle frecciatine a distanza tra Massimo Rivola e Gigi Dall’Igna un paio di mesi fa, durante le presentazioni, sono state pienamente soddisfatte e stanno aprendo a nuove, meravigliose storie. Aprilia e Ducati sono in guerra davvero e questo, stiamo scoprendo con un po’ di sorpresa, è anche più divertente di una rivalità tra piloti, perché se i ragazzi hanno un po’ perso quella voglia di esplicitare la loro cattiveria agonistica le aziende non sembrano dello stesso avviso. Ma sono passate soltanto tre gare, siamo all’inizio. Un inizio che, per altro, ha piazzato Aprilia davanti a Ducati perché ha avuto la meglio in tutta una serie di contesti: il finale di stagione dello scorso anno, l’abbrivio, il lavoro svolto sulla moto durante l’inverno e, soprattutto, i piloti e il loro stato di forma. Marco Bezzecchi è micidiale, con cinque GP vinti in fila, Jorge Martín è rinato. Dall’altra parte invece Pecco Bagnaia sembra ancora lontano dal ritrovare sé stesso e Marc Marquez è in piena sofferenza a causa di un infortunio da cui potrebbe guarire soltanto in parte. Il risultato in numeri è un campionato costruttori guidato da Aprilia con 101 punti, a cui seguono Ducati a 69 e KTM a 65.
Se a inizio stagione si era parlato della “carcassa esotica” portata da Michelin per Thailandia e Brasile, con il GP delle Americhe la gomma è tornata quella di sempre e le gare le hanno vinte Martín sabato e Bezzecchi la domenica, per altro in una pista che ha sempre premiato Marc Marquez. Ecco, lo spagnolo lo scorso anno prima di dominare in Qatar aveva detto che se fosse riuscito a vincere lì, a Doha, “Sarebbe stato un segnale per il campionato”. Aprilia può dire lo stesso di Austin in questo 2026.
A confermare un netto vantaggio di Aprilia su Ducati è stato anche Michele Pirro, intervistato da Matteo Miserocchi per il Corriere Romagna durante i test del CIV a Misano: “Credo che sia, di base, un processo dello sport. Ci sono i cicli e adesso è il momento in cui Aprilia è in forma. Era una cosa che prima o poi sarebbe successa, tu speri che accada sempre più tardi ma loro sono stati bravi. Noi abbiamo avuto tante limitazioni e ci stiamo difendendo, Marc non è al massimo però abbiamo visto che Aprilia ha fatto un grande step dall’ultima parte di stagione dell’anno scorso e quest’anno sono partiti fortissimo. Il mondiale è ancora lungo e sono confidente che qualcosa tireremo fuori, questo mese di pausa ci voleva anche per Marc, per recuperare”.
Non stiamo parlando di tre gare quindi, ma di un vero e proprio cambio al vertice secondo il collaudatore di Borgo Panigale. Che, per altro, non si aspetta un'inversione di tendenza nelle prossime settimane: “A Jerez sicuramente l’Aprilia sarà in forma, Bezzecchi è andato sempre molto forte però credo che potremmo dirla nostra ed essere comunque della partita perché ci sono degli aspetti che possiamo gestire. Il sabato magari siamo più competitivi, la domenica un po’ meno. Fa parte dello sport, adesso stiamo rincorrendo ma è anche vero che c’è un progetto nuovo che parte nel 2027 e dobbiamo focalizzarci anche su questa nuova moto. Come abbiamo sempre detto speriamo di giocarci il mondiale fino alla fine”.
Su questo ad ogni modo non c’è da dubitare: Ducati rimane una potenza micidiale in MotoGP, ha un fenomeno a guidare la batteria e altri cinque piloti in grado di entrare nella parte alta della classifica. A Jerez piuttosto ci aspettiamo delle novità tecniche rilevanti. Anche se Aprilia non starà a dormire.