“Il suo rinnovo con la Ducati si sta trascinando: è possibile che voglia firmare per un solo anno” – Ricard Jovè l’ha buttata là nel salotto di Jorge Lorenzo, durante l’ultimo Duralavida, confermando quello che su MOW avevamo ipotizzato già da un po’: Marc Marquez e Ducati non stanno annunciando il loro accordo per il rinnovo perché il 93 potrebbe volersi garantirsi una opzione d’uscita. Sogna di ritornare in Honda o di finire altrove dal 2028? No, anzi: è determinato a chiudere la sua carriera con Ducati. Ma non è più così sicuro di voler rimandare a tra due anni la decisione più difficile per ogni pilota. “Un pilota come lui – è la profezia di Ricard Jovè - non farà come Valentino Rossi: non prolungherà la situazione". Insomma, Marc Marquez sarà in pista solo fino a quando avrà la certezza di potersi giocare vittorie e titoli e non correrà fino a 40 anni suonati solo per il gusto di esserci, come invece ha fatto Valentino Rossi. E’ la convinzione del noto commentatore spagnolo, soprattutto dopo le prime tre gare di una stagione 2026 in cui Marc Marquez è sembrato più pensieroso del solito.
Attenzione, però, questo non significa che Marc Marquez comincia a sentire minata la fiducia verso la capacità di Ducati di colmare il gap tecnico con l’Aprilia e meno che mai che le sue condizioni fisiche non potranno tornare ottimali. Semplicemente Marc è in un momento di riflessione. Un momento che già a Jerez, con il ritorno in Europa del Motomondiale, potrebbe finire. Anche perché a Austin a condizionare le prestazioni del 93 sarebbero state solo le circostanze.
“È arrivato al COTA come il solito Marc: con totale fiducia –ha infatti detto Jovè – Ma poi la prima caduta, unita all'errore commesso nella Sprint, lo hanno chiaramente condizionato, a mio parere. Nonostante questo ha concluso la gara tra i primi. Infortunio alla spalla o no, mancanza di fiducia, mancanza di feeling e di controllo della moto è comunque riuscito a farcela. Quindi no, non direi proprio che Marc è già fuori dai giochi in questo 2026. E’ solo un momento che passerà. Ha tre settimane di tempo. Non manca molto. Ma sono d'accordo sul fatto che l'incidente dello scorso anno lo abbia messo sui pensieri. Comunque è ancora lassù a giocarsela”.
I problemi tecnici, quindi, c’entrano, così come sicuramente c’entra il non essere perfettamente in forma, ma probabilmente c’è anche una piccola zavorra mentale che riguarda più il futuro del presente. “Arriverà un giorno –conclude Jovè - in cui smetterà Marc smetterà di sentirsi competitivo. Ma rimarrebbe comunque un pilota molto valido e di vertice, solo che a lui potrebbe non bastare. È vero che il suo corpo comincia a non essere pienamente collaborativo e sono sicuro che Marc ci stia già pensando e riflettendo. Ma ad oggi il momento di dire basta non è arrivato e lo ha dimostrato proprio a Austin, dove ha ripreso in mano un week end che non era cominciato affatto bene sotto tanti punti di vista”.