Sempre Ducati. La solita Ducati che, come un Saturno da 300 cavalli, mangia i suoi figli. Siamo alle indiscrezioni di sempre, ma con i nomi rinnovati: Nicolò Bulega e Ducati potrebbero arrivare presto ai ferri corti perché a Borgo Panigale non ci sarà una Desmosedici per il pilota romagnolo, che vuole assolutamente una MotoGP per l’anno prossimo. E’ così? No, ma è chiaro che si sta parlando. E è chiaro pure che s’è verificata una serie di eventi che inevitabilmente ha condizionato un futuro che sembrava già segnato. C’entra niente la (presunta) crisi di Ducati in MotoGP e c’entrano niente anche le (assurde) voci su un possibile ritiro di Marc Marquez a fine 2026. C’entra, invece, la necessità di Ducati di garantirsi in casa un nuovo giovane dalla Moto2 e c’entrano i movimenti delle squadre satellite che resteranno o meno legate a Borgo Panigale. E poi, ormai lo sanno anche i muri, c’entra Enea Bastianini. L’oggi pilota della KTM, secondo le voci che circolano, tornerebbe in sella a una Desmosedici anche a piedi scalzi e la porta che per lui non sarà mai del tutto chiusa è quella del Team Gresini.
Nadia Padovani è consapevole che Alex Marquez (destinazione KTM) andrà via e pure che, con tutta probabilità, Fermin Aldeguer è destinato alla Desmosedici del Team VR46. Vuole di sicuro un top rider nel suo box, ma non ha fretta, perché comunque ci sarà da decidere a monte se continuare a correre con Ducati o cedere alle serenate (tante e sempre più insistenti) di altri marchi. Bastianini è una possibilità che vuole tenersi e non ha intenzione di accettare alcun tipo di imposizione. Da Ducati o da chiunque altro. Che non significa, sia inteso, che in Gresini non vogliono Nicolò Bulega (anzi, Nicolò era letteralmente una fissazione di Fausto Gresini, che era innamorato del suo modo di guidare), ma semplicemente che al momento sono altre le decisioni da prendere.
Ma allora perché Ducati ha, in passato, promesso una MotoGP a Nicolò Bulega se sapeva che forse non avrebbe potuto dargliela? L’indizio più importante di tutto il parlare che si fa in questi giorni è esattamente la risposta a questa domanda. E cioè che Ducati non poteva prevedere la situazione che si è creata perché, almeno fino a poche settimane fa, il destino di Fabio Di Giannantonio sembrava lontano da Borgo Panigale. Poi è cominciato il 2026, il Diggia ha mostrato una ulteriore crescita significativa e anche nel Team Pertamina Enduro VR46 s’è ricominciato a parlare del pilota romano come di un punto fermo non in discussione. Con l’altra sella, quella che attualmente è di Franco Morbidelli, che porterebbe già il nome di Aldeguer, e le due del team factory già destinate a Marc Marquez e Pedro Acosta, è chiaro che il posto, ammesso che ci sia, è in Gresini. Insomma: se tutto questo significa qualcosa, per ora, quel qualcosa è solo che Di Giannantonio resterà dove è stato negli ultimi tre anni. Tutto il resto è da capire. O direttamente da rivalutare.
Certo, per Bulega non è la migliore delle notizie (non certo per via di Gresini, ma per la situazione) e anche il suo manager, Martinelli, intervistato da GPOne non ha nascosto nulla, spiegando che comunque Nicolò vuole la MotoGP e che, laddove non dovesse esserci una Desmosedici per lui, allora si rivaluterà un po’ tutto. In quel “un po’ tutto” potrebbe esserci il rapporto stesso con Ducati, ma non significa che si è arrivati alla rottura o che Bulega rischia di essere incoronato re della Superbike con già in tasca la consapevolezza di non avere più neanche un trono o un regno. L’unica verità, in questa fase, è che si sta parlando. E che tutti, Ducati compresa, hanno capito – soprattutto visto quello che sta succedendo in MotoGP – che sugli impulsi di un momento è meglio non prendere alcuna decisione. Lo sa benissimo anche Nicolò Bulega, che vuole giustamente restare concentrato sul gran bel presente che gli si prospetta.