Oggi parliamo di Aprilia che ha superato Ducati, dei bolognesi alle strette e di quanto sarà convincente la loro risposta a Jerez, tra poco meno di un mese. Eppure non è sempre stato così. Anzi, nell’era moderna delle corse non lo è stato mai e, fino a qualche anno, fa le possibilità che un costruttore italiano potesse vincere in MotoGP erano più o meno le stesse di un gatto che prova ad attraversare la strada al Nurburgring.
La verità è che adesso dovremmo semplicemente goderci il momento, anche considerando che a vedere come si sta muovendo la Honda potrebbe non durare a lungo. HRC sta tornando e, dopo aver vinto la ‘coppa Giappone’ con Yamaha con un certo distacco, sta apparecchiandosi un tavolo comodo per il 2027 con vista sulla parte alta della classifica.
Dopo aver messo sotto contratto Fabio Quartararo a inizio stagione - l’annuncio arriverà più avanti - in HRC si stanno muovendo per ottenere un terzo team in MotoGP. Così si sono aperte trattative con Trackhouse, Gresini (di cui abbiamo parlato qui) e adesso, come raccontato dai colleghi di Motorsport.com, con il Tech3 di Hervé Poncharal, passato nelle mani di Gunther Steiner alla fine dello scorso anno. È proprio quest’ultima la squadra con più possibilità di cedere alle lusinghe dei giapponesi: Gresini si trova bene con Ducati, Trackhouse sta crescendo con Aprilia e KTM non sembra in grado di garantire le prestazioni e le prospettive delle altre due.
Questo permetterebbe a Honda di tenere almeno uno dei due piloti attuali, perché a Tokyo potrebbero aver anche deciso di appiedarli entrambi e fare spazio al futuro. È notizia di questi giorni un solido avvicinamento con David Alonso, fenomeno alla Pedro Acosta che si sta giocando il titolo della Moto2 dopo aver dominato nel 2024 in Moto3. Alonso, colombiano sul passaporto e una vita in Spagna, sarebbe piaciuto molto anche a Ducati, anzi a Gigi Dall’Igna. Il problema? A Borgo Panigale offrono stipendi annuali attorno ai 200.000 euro ai piloti che provengono da categorie minori, qualcosa di più se arrivano da campioni del mondo. Il management di Alonso pare che abbia richiesto, invece, dieci volte tanto. Il che è decisamente troppo per Ducati, non per la Honda.
In questo modo HRC potrebbe ritrovarsi uno squadrone di altissimo livello per il team ufficiale, i due piloti del Team LCR già sotto contratto per il 2027 (Moreira e Zarco) e due posti liberi, almeno uno dei quali da proporre a Joan Mir o Luca Marini. Gli altri spostamenti che aspettano soltanto di essere ufficializzati sono quelli di Pedro Acosta nel team rosso, di Pecco Bagnaia in quello nero e di Jorge Martín alla Yamaha. Ci sono poi Alex Marquez diretto in KTM, Daniel Holgado verso Gresini e Fermín Aldeguer indirizzato alla VR46.
In Romagna direbbero che è un bel bulirone, un bel casino. L’era Ducati non è ancora finita e quella Aprilia non è davvero cominciata, eppure Honda è già pronta a portarsi via tutto. Magari questa guerra tra compaesani riuscirà a tenere a distanza questo colosso giapponese che nelle corse non si è mai accontentato di partecipare.