È il sabato sera del Gran Premio del Brasile quando la Gresini Racing presenta ufficialmente la livrea speciale per la domenica, primo dei tanti omaggi pensati dal team per celebrare i 30 anni dell’azienda. È una moto verdeoro, colori che tornano sulle tute di Alex Marquez e Fermín Aldeguer, mentre le divise del team diventano di un verde più scuro. Una moto così bella non la si vedeva da una vita, magari qualcuno s’era avvicinato per i 75 anni della MotoGP a Silverstone ma, di fatto, una qualità simile rimane rara. Per i colori che funzionano, per gli sponsor che non danno fastidio e, soprattutto, per la storia che la livrea racconta.
Era il 1997 quando Fausto Gresini festeggiò il primo podio da Team Owner con Alex Barros, a cui era stata affidata una privatissima Honda NSR 500. Nello specifico a Donington, quando la Gresini Racing correva l’undicesima gara della sua storia: difficile immaginare una cosa simile nel mondo di oggi. Eppure, nel mondo di oggi, la Gresini Racing c’è eccome, anzi. È al centro del mercato Ducati, che vorrebbe rinnovare oltre il 2026 la fornitura delle sue Desmosedici alla squadra faentina, la quale da parte sua ha sul tavolo un’offerta della Honda. Gresini infatti ha un contratto in scadenza e dal 2027 potrebbe fare ritorno dai giapponesi, con cui non solo ha iniziato la propria storia assieme ad Alex Barros, ci ha anche scritto pagine importanti nella storia delle corse, come gli anni con la Telefonica Movistar, la Fortuna e pure la Honda San Carlo, fino alle CRT e Open di 2013 e 2014. Poi il passaggio ad Aprilia nel 2015 e la volontà di Fausto di passare alla Ducati, volontà portata avanti da Nadia Padovani con risultati straordinari.
Nei fatti la Gresini Racing da quando ha una Ducati ha sempre fatto da ponte per il Team ufficiale, prima con Enea Bastianini e poi con Marc Marquez. Non solo, ha portato tutti i propri piloti alla vittoria e, lo scorso anno, ha chiuso al secondo posto nel mondiale piloti con Alex Marquez. Facile allungare la lista di traguardi, primati e successi, difficile chiedere di più.
Semmai è dall’altra parte che chiederanno qualcosa. E la Honda, che un terzo team lo vuole davvero, è pronta a spendere, o comunque a rendere le cose molto più facili dal punto di vista economico. Certo, sul versante tecnico è ancora molto indietro e per cambiare le cose in fretta serve un miracolo, non un passaggio alla 850. Oltretutto, un paio di mesi fa Michele Masini, Team Manager, ci aveva parlato chiaramente delle intenzioni della squadra: “La nostra collaborazione con Ducati migliora costantemente, proseguire insieme sarebbe il cammino naturale. I risultati in pista lo confermano e quest’anno la collaborazione crescerà ancor di più visto il pacchetto factory di Alex. Speriamo di crescere assieme a Ducati”, erano state le sue parole durante la presentazione del team a Kuala Lumpur.
Negli scorsi giorni a parlare è stato anche Davide Tardozzi, Team Manager di Ducati Corse, che ha concesso un rapido commento a Sandro Donato Grosso per Sky dopo la gara della domenica: “Non vogliamo perdere Gresini, io credo che sia un ottimo Team”, anche visti i risultati che ha fatto dal suo debutto, perché Nadia ha debuttato con una vittoria di Enea in Qatar. Faremo di tutto perché Gresini resti con noi e io credo che anche loro vogliano assolutamente restare con Ducati”.
Pare quindi che con tutte le probabilità il Team Gresini resterà dov’è. Magari da ‘Factory Supported’ come lo è oggi il VR46 Racing Team, a cui potrebbe affiancarsi. Che poi potrebbe essere una delle condizioni al tavolo delle trattative. Magari una moto verde aiuta, quasi certamente no. Ad ogni modo è stato bello vederla, anche soltanto per ricordare che questa squadra ha trent’anni di MotoGP.