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5 aprile 2026

Che scaz*o tra Cassano e Zazzaroni. Fantantonio attacca: “Giornalisti vergognatevi”. E il direttore del Corriere dello sport replica: “Fai tenerezza. Uno pseudo rivoluzionario con l’iban al posto degli ideali”

5 aprile 2026

Scambio di opinioni tra Antonio Cassano e Ivan Zazzaroni. Fantantonio a Viva el futbol parla di vergogna e fa i nomi e i cognomi dei “responsabili” del fallimento, da Gabriele Gravina “lecchino dei presidenti di Serie A”, fino ai giornalisti. Ma il direttore del Corriere dello sport non ci sta e ribatte: “Fa quasi tenerezza. È uno pseudo rivoluzionario con l’iban al posto degli ideali”

Foto: Ansa

Che scaz*o tra Cassano e Zazzaroni. Fantantonio attacca: “Giornalisti vergognatevi”. E il direttore del Corriere dello sport replica: “Fai tenerezza. Uno pseudo rivoluzionario con l’iban al posto degli ideali”

“Si vergognino, tutti”. Antonio Cassano vuole un “reset” del calcio italiano, i protagonisti del fallimento se ne devono andare a casa. Fantantonio a Viva el futbol con Lele Adani e Nicola Ventola se la prende con tutti, ovviamente a partire da Gabriele Gravina, che “ha offeso tutte le persone che fanno sport extra. Loro guadagnano mille euro, lui milioni per fare il lecchino a tutti i presidenti della Serie A”. Da Gravina in giù, fino ai giornalisti: “Si devono vergognare i direttori dei giornali, chi parla in tv e quelli che spingono per falliti di allenatori come Allegri. Quello che dice lui è una vergogna, dignità zero quando dice che bisogna fare i fortini. Quelli che lo lecchinano per avere due pass in più si devono vergognare: la gente deve essere avvelenata con loro”. Il messaggio della vergogna deve arrivare a delle persone specifiche, di cui Cassano fa nomi e cognomi. Il primo è Beppe Bergomi, che ha aperto a una candidatura per dare una mano: “Ma non vi vergognate, la dignità non ce l'avete? Avete dignità zero. Voi coi vostri amici, i Caressa, i Bergomi, gli Zazzaroni e i Sabatini vi dovete vergognare: state portando il calcio nel baratro col vostro lecchinaggio a destra e a sinistra?”. Perché secondo Cassano è ora di “fare piazza pulita, fuori dal cazzo tutti. Dobbiamo resettare con gente che ama il calcio e non i propri interessi”. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport, non ci sta a sentire i toni dell’ex calciatore. E via social risponde all’attacco.

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Un post condiviso da Viva El Futbol Official (@vivaelfutbolofficial)

“E mo' basta, Anto'. Dài e dài, mi hai davvero stufato, perciò ti dedico queste poche righe: argomenta, non offendere. Pensa, promuovo anche queste tue ultime puttanate. Buona Pasqua. Non ti telefono perché sei l'unico numero bloccato su 4.019”. Così scrive su Instagram il direttore Zazzaroni. Che prosegue soffermandosi sulla “maleducazione” e il frequente “delirio di onnipotenza” di Cassano, “un’eterna occasione sprecata, un guitto estivo da rabona sulla spiaggia”, ora impegnato in una “improbabile seconda vita da commentatore” dopo una carriera buttata “per arroganza”. “Non solo non ha capito come stare nel presente senza sembrare una patetica reliquia del passato, ma ha smarrito da tempo il senso del ridicolo. Non che sia mai stato il suo forte, ma forse, nella prospettiva del mezzo secolo di vita, qualcuno dovrebbe suggerirgli che considerarsi indispensabili e ritenersi - senza che gli scappi mai da ridere - ‘un punto di riferimento’ è solo il primo passo per finire a parlare di sé in terza persona”.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Ivan Zazzaroni (@ivan.zazzaroni)

“Antonio non è niente, ma fa di tutto per sembrare qualcosa”, dice ancora Zazzaroni. “E allora, proprio come quando era in campo, dileggia, insulta, dà patenti di rispettabilità, manda a put*ane, per egolatria, qualsiasi parvenza di ragionamento e finisce per mettere in scena sempre lo stesso spettacolo. Fa quasi tenerezza. Per uno che voleva essere eretico, diventare conformista deve essere la peggiore delle condanne. È uno pseudo rivoluzionario con l’iban al posto degli ideali”. Infine, la chiusura del post, che sembra escludere ogni possibile replica: “Antonio, parliamoci chiaramente, per turbarci non hai i titoli. Se vuoi torniamo a fare i rutti in cerchio, davanti al mare, come quando avevamo quindici anni. Se le intenzioni sono altre, hai ragione tu, non abbiamo niente da dirci. Chiediti il perché. O meglio ancora, non chiedertelo. Non vorrei costringerti a uno sforzo eccessivo”.

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