Quando Gabriele Gravina, appena incassata l’ennesima mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, anziché fare un passo indietro in conferenza stampa ha parlato di calcio come l’unico degli sport professionistici, si sapeva che sarebbero state dichiarazioni che avrebbero fatto discutere.
Anche perché, se proprio vogliamo dirla tutta, ultimamente l’Italia non è protagonista soltanto nel calcio: gli atleti italiani vincono nel tennis, sci, atletica, pallavolo, nuoto, pattinaggio di velocità, scherma, ginnastica, rugby, baseball e non solo. C’è poi la Nazionale femminile di basket, Marco Bezzecchi che si è preso la MotoGP insieme all’Aprilia, la Ferrari campione del Mondo nel WEC e, a tre gare dall’inizio del Mondiale di F1, c’è pure Kimi Antonelli che dopo due vittorie consecutive vuole continuare a sognare.
Vaglielo a spiegare all’ex presidente Gravina che tutti questi sport dilettantistici, in un solo anno, hanno portato più soddisfazioni al nostro paese che il movimento del calcio negli ultimi dodici. Sarà anche uno sport professionistico sulla carta, ma gli altri “dilettanti”, come in fondo li ha definiti lui, mica giocano come hobby la domenica post pranzo, con la pancia bella piena.
Parole finite nel mirino di mezza Italia, o anche di più. Eppure, nessuno si sarebbe mai aspettato che, tra i tanti atleti che all’ex presidente hanno risposto senza mezzi termini, ci sarebbe stato anche Kimi Antonelli. L’ha fatto col sorriso che da sempre lo contraddistingue, ma senza risparmiarsi.
“Tu non hai avuto modo, essendo così giovane, di vivere la Nazionale di calcio, la bella Nazionale di calcio…”, afferma Mara Sangiorgio durante un’intervista andata in onda su Sky Sport F1. Kimi, allora, le risponde netto: “Tra l’altro noi siamo dilettanti!”.
Mara è sorpresa, Antonelli sorride. E poi, sempre sulla mancata qualificazione dell’Italia, aggiunge: “Ovviamente è un peccato che non andiamo ai Mondiali quest’anno… Io ho un bellissimo ricordo degli Europei: ricordo che ero alla gara dell’Europeo a Sarno e, dopo aver vinto la gara, io e mia madre siamo corsi in macchina e siamo andati a casa il più velocemente possibile perché volevamo guardare la finale dell’Europeo. Quello è stato un periodo bellissimo, vedere la Nazionale giocarsi l’Europeo in quel caso è stato davvero bello. Ovviamente mi è dispiaciuto un sacco non vederla qualificarsi per i Mondiali. È un motivo in più per cercare di continuare a portare l’Italia in alto nel mio ambito”.
Una promessa che aveva già fatto subito dopo aver conquistato la pole position in Cina, a Shanghai, da quel momento in poi inarrestabile: il giorno dopo è arrivata la prima vittoria in carriera, replicata due settimane dopo a Suzuka, battendo ancora George Russell sia in qualifica che in gara e prendendosi la leadership momentanea del Mondiale.
Un sogno a occhi aperti, un qualcosa di unico per la nostra Nazione che, così protagonista in F1, tolte le vittorie della Ferrari, non lo era da anni. L’ultimo pilota italiano a giocarsi il campionato fu Michele Alboreto, nel 1985, poi soltanto speranze mai concretizzate.
Però, la stoccata di Kimi a Gravina racconta anche di un ragazzo estremamente rilassato e che, almeno fin qui, la pressione l’ha gestita nel modo migliore possibile. Scende in pista con l’obiettivo di divertirsi, di fare il massimo, senza pensare troppo a quel che sarà. È il mood giusto, come di recente ci hanno raccontato anche Davide Valsecchi, Roberto Chinchero e Matteo Bobbi con cui abbiamo parlato di quanto successo nelle ultime settimane.
Così è anche fuori dal paddock: noi l’avevamo visto spensierato a Franciacorta, in occasione di una gara di kart a cui non aveva voluto mancare tra il GP di Cina e quello del Giappone, con lo stesso sorriso che si è visto nell’intervista mandata in onda. D’altronde, è un ragazzo che ancor prima di essere il leader del mondiale di F1 sta vivendo il suo sogno, quello che ha rincorso sin da quando era un bambino. E (per ora) sembra godersi tutto al massimo.