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9 dicembre 2020

Forse a Vettel è
andata bene così

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

9 dicembre 2020

Giorni di grande tristezza per gli appassionati del Cavallino, che domenica saluteranno Sebastian Vettel dopo sei anni di gioie e dolori. Il tedesco ha ammesso di non portare rancore, e forse il suo futuro in Aston Martin sarà migliore di quello di Ferrari
Forse a Vettel è andata bene così

La decisione di non rinnovare il contratto a Sebastian Vettel per il 2021 è stata una doccia fredda per tutti, Seb compreso. Fino a pochi mesi prima si parlava infatti di accordo da prolungare e di pura formalità. La società ha subito messo le mani avanti parlando dell'impossibilità di trovare un accordo tra le due parti ma Vettel, alla prima occasione, ha raccontato il suo punto di vista: "Nessuno mi ha chiesto nulla. Non c'è mai stata un'offerta". 

Chiamato al cellulare da Mattia Binotto, Sebastian Vettel è stato letteralmente scaricato. Come un novellino o, peggio, come un fallimento. Lui non ha paura ad ammetterlo: "volevamo vincere un mondiale, volevo fare qualcosa di grande. Non ci siamo riusciti e quindi ho fallito". 

Ma questo fallimento, che Seb ha dovuto metabolizzare prima di decidere di continuare a correre in Formula 1 e muoversi per cercare un altro team disposto a dargli un sedile per il 2021, forse non è stato così drammatico. 

In questi giorni infatti il popolo rosso si prepara a dare l'ultimo saluto a Vettel, e sette mesi non sono bastati a metabolizzare questa notizia, che ad Abu Dhabi farà scendere più di una lacrima. Vettel per la Ferrari è stato importantissimo, ad ammetterlo è lo stesso Binotto: "Sebastian è il terzo pilota più vincente della scuderia, davanti a lui solo Schumacher e Lauda. Sarà sempre parte di questa famiglia". 

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Ma per il pilota di oggi, che senso avrebbe avuto rimanere in Ferrari? In una scuderia che, lo abbiamo visto, ha cominciato a seguire le indicazioni del giovane Leclerc, una realtà in cui avrebbe dovuto adattarsi ad essere seconda guida, in un ambiente non più capace di motivarlo? 

Aston Martin è invece una realtà completamente diversa. Nuova, seppur costruita sull'attuale Racing Point, bisognosa dell'esperienza di un quattro volte campione del mondo come Vettel, ma allo stesso tempo molto influente, ricca, prestazionale, e pronta a scalare la classifica. Domenica in Bahrain abbiamo visto le reali potenzialità di questa monoposto che, nel caos generale dei top team, può tirare fuori il meglio da una base costruita sulla super vincente Mercedes 2019. 

Forse Vettel non salirà più sul podio, dopo il suo addio alla Rossa, o forse lo aspettano ancora anni di vittorie e di soddisfazioni. Ma guardando la classifica attuale, con una Ferrari in difficoltà e una prima guida ancora giovanissima, spesso vittima di errori personali forse, in questa scelta forzata, Vettel non è stato così sfortunato. 

In ogni caso, lo scopriremo molto presto. 

 

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