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11 gennaio 2023

Giacomo Agostini ha un timore: in nome dello show finirà per morire la MotoGP

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

11 gennaio 2023

Con i suoi quindici titoli mondiali, Giacomo Agostini è la storia delle corse in moto, ma adesso è seriamente preoccupato e non lo nasconde. Perchè perseguire lo spettacolo a tutti i costi rischia di snaturare uno sport che, invece, ha bisogno di dominatori e leader
Giacomo Agostini ha un timore: in nome dello show finirà per morire la MotoGP

Ok la tecnica, ok l'aerodinamica e ok pure che a vincere non siano sempre gli stessi, ma siamo sicuri che questa sia la ricetta per garantire un futuro alle corse in moto? E' la domanda che si pone Giacomo Agostini. Non l'ultimo arrivato, ma il pilota che ha vinto più di tutti nella storia e che, probabilmente, non sarà mai raggiunto da nessuno dei suoi eredi.

La leggenda bergamasca, parlando con i colleghi della Gazzetta dello Sport, s'è detto preoccupato per la strada presa dalla MotoGP. Non il solito discorso sulle moto che ormai contano più di chi le guida, ma una analisi più approfondita e più proiettata, appunto, al futuro. "Questo motociclismo - ha detto Ago - è interessante sul piano agonistico e tecnico, con tanti piloti che possono vincere gare e titolo. Ma siamo davvero sicuri che lo show tragga vantaggio da diversi vincitori in ogni gara? Per me c’è bisogno di un super campione, un pilota che vinca di continuo e che sia l’identificazione del motociclismo, capace di conquistare e far sognare vecchi e nuovi appassionati. Se in ogni gara si impone un pilota diverso il pubblico sulle tribune e davanti alla tv penserà che chiunque possa vincere in questa MotoGP. Se passa l’idea che vincere è cosa facile, addio fascino delle corse e addio MotoGP”

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E' stato così, in effetti, ai suoi tempi, quando Agostini ha potuto anche essere il primo di un nuovo modo di essere pilota, tra comparsate in qualche film e ospitate che hanno fatto uscire le corse in moto dalla nicchia di pochi appassionati in cui erano relegate. E è stato così anche dopo, fino a Valentino Rossi, l'altro che ha fatto fare un ulteriore step al motociclismo, insieme a Marc Marquez e altri campioni come Jorge Lorenzo e Casey Stoner. Gente che ha saputo imporsi, mentre nelle corse di oggi il talento, che pure c'è, finisce sempre più spesso mortificato dalla tecnica. Perchè puoi essere forte e veloce quanto vuoi, ma se qualcosa non va in uno pneumatico o se, a causa dell'aerodinamica, la moto davanti ti crea vortici d'aria, diventa impossibile anche solo pensare di sorpassare. Solo che se mancano i leader, i dominatori, finiscono per mancare anche i personaggi e la ricerca dello show diventa una croce da portare invece che il vero scopo da perseguire. Perchè il messaggio che rischia di passare è che chiunque sia minimamente abile a pilotare una moto da corsa, tra elettronica e diavolerie varie, potrebbe sconfiggere il migliore dei talenti contando sul mezzo migliore in griglia. E, per Agostini, ma probabilmente per tutti i veri appassionati, non è così che si genera realmente futuro

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