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24 novembre 2021

Gigi Dall’Igna guarda al passato e dimentica (di proposito?) Andrea Dovizioso

24 novembre 2021

Nell’elencare i successi del passato, l’ingegnere italiano omette il nome di Andrea Dovizioso. Poi spiega: “Nel 2020 eravamo arrivati alla fine di una storia, non c'era più la fiducia reciproca per raggiungere certi risultati. Nel 2021 è stato tutto diverso”
Gigi Dall’Igna guarda al passato e dimentica (di proposito?) Andrea Dovizioso

Pecco Bagnaia vice campione del mondo, Johann Zarco migliore tra i piloti di una squadra privata, titolo team e costruttori messi nel sacco. Il bilancio di Ducati per il 2021 è più che positivo, anche se è chiaro che, come ha ammesso Gigi Dall’Igna, manca la corona più importante e più ambita, che è invece finita sulla testa di Fabio Quartararo all’interno del box Yamaha. Però è chiaro che a Borgo Panigale si parli, ormai, di scommessa vinta.

Il benservito per Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci e, di fatto, la rivoluzione totale in seno alle squadre dei team Ducati, son stati un rischio che proprio Gigi Dall’Igna ha voluto correre, con l’ingegnere italiano che, adesso, ha voluto tirare le somme. Facendo, chiaramente, i conti con il passato e finendo per dimenticare, forse non proprio involontariamente, il nome di Andrea Dovizioso. “In passato – ha detto a paddockGP - abbiamo fatto ottime gare con diversi piloti come Iannone, Petrucci, Miller, Bautista: non è solo in questa stagione che siamo riusciti ad essere veloci con molti dei nostri piloti”. Manca un nome, però, ed è quello del pilota che per tre volte negli ultimi anni ha dovuto arrendersi solo allo strapotere di Marc Marquez e della Honda: Andrea Dovizioso. I rapporti, soprattutto nel 2020, si sono definitivamente incrinati tra il forlivese e la casa di Borgo Panigale e Gigi Dall’Igna sembra ammetterlo senza girarci troppo intorno: “Nel 2020 eravamo arrivati alla fine di una storia, non c'era più la fiducia reciproca per raggiungere certi risultati. Nel 2021 è stato tutto diverso, c'è assoluta fiducia dei tecnici nei piloti e viceversa: questo fa la differenza. La moto è sicuramente migliorata, ma c'è anche il contributo dei piloti : è sempre importante , la tecnologia non conta se non hai un pilota che sappia fare la differenza. Credo che sarà lo stesso anche in futuro”.

Una affermazione, quest’ultima, da cui traspare una consapevolezza e cioè che adesso un pilota in grado di vincere c’è realmente. Perché Gigi Dall’Igna, non fosse altro che per deformazione professionale, sta ai numeri e parlano chiaro: Pecco Bagnaia può farcela. Ci ha messo un po’ a centrare la vittoria, ma poi non si è più fermato: “Pecco ha fatto un lavoro incredibile  - ha concluso Dall’Igna - nella seconda parte della stagione è stato probabilmente il migliore, ha vinto 4 delle ultime 6 gare, e potevano essere 5. Migliorava continuamente di anno in anno e non ha ancora raggiunto il livello massimo”. Così come anche Ducati sembra non aver espresso ancora tutto il suo potenziale, visto che a Valencia la stagione 2021 s’è conclusa con un podio di sole Desmosedici e che è stato un chiaro avvertimento per tutti gli altri.

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